Prevenzione danneggiamento ambientale, i Forestali sequestrano un mezzo da motocross

Prevenzione danneggiamento ambientale, i Forestali sequestrano un mezzo da motocross

25 maggio 2015

I Forestali sequestrato un mezzo da motocross dopo un inseguimento in un bosco.

 

Il personale del Comando Stazione di Cervinara del Corpo forestale dello Stato di Avellino, congiuntamente a personale della Polizia Municipale di Rotondi (AV), nell’ambito di un’attività di controllo del territorio mirata alla prevenzione e repressione del danneggiamento ambientale ad opera di mezzi fuoristrada e motocross, nelle zone montane ricadenti nella perimetrazione del Parco regionale del Partenio, alla località denominata “Piana dell’Occhio” del comune di Rotondi (AV), alle prime ore dell’alba di ieri, ha sottoposto a sequestro un ciclomotore da motocross.

 

 

L’ampia zona perlustrata e vigilata, già da alcuni giorni, anche a seguito di numerose segnalazioni pervenute al Corpo forestale dello Stato, è risultata essere stata adibita a vera e propria pista da motocross, in contrasto a tutte le norme paesaggistico-ambientali, risultando la predetta località inserita anche all’interno di un rilevante Sito d’Interesse Comunitario (S.I.C.).

 

In particolare gli agenti del Corpo forestale dello Stato sorprendevano due scalmanati centauri mentre effetuavano motocross nella zona indicata protetta. Gli stessi non si fermavano all’alt, intimato secondo le modalità di rito previste e, nel darsi alla fuga, per eludere il controllo, uno di essi, nella boscaglia, perdeva il controllo del mezzo, rovinando sul suolo, ma riuscendo a scappare a piedi nella fitta vegetazione.

 

Il mezzo da motocross veniva abbandonato in bosco e prontamente sequestrato dagli agenti intervenuti. Sono all’attualità in corso accertamenti al fine di risalire al centauro proprietario della moto e del suo compagno. Continueranno in questi giorni ulteriori controlli a contrasto del fenomeno della circolazione illecita fuoristrada, effettuata spesso in habitat protetti. Trattasi infatti di una fattispecie illecita che oltre a mettere in pericolo la sicurezza dei fruitori a vario titolo della montagna, arreca anche disturbo e danneggiamento alla flora ed alla fauna stanziale.