Presidio Fma, le rimostranze delle rappresentanze sindacali

15 febbraio 2010

Pratola Serra – Nel caleidoscopio di bandiere e di foulard fissati al collo dei lavoratori, nel clamore dei megafoni e del fuoco acceso accanto alle tende e ai gazebo dei sindacati, vengono a galla, spazientite ma sempre vigorose, le rimostranze delle Rsu dell’Fma.

“Aspettiamo risposte concrete dalla Fiat – ha dichiarato Arturo Fiorillo della Fismic – ma non solo. Sia da destra che da sinistra, chiediamo un tavolo finalmente risolutivo perché non è più possibile andare avanti, come da un anno e mezzo a questa parte, con 700 euro mensili. Vogliamo ritornare a produrre, come in passato, 2400 motori al giorno. Noi dobbiamo essere i clienti di Pomigliano: se a Pomigliano producono la Panda, i motori li vogliamo fornire noi. L’attenzione del Governo è tutta su Termini Imerese, attualmente di Fma neanche l’ombra. Stamattina sono arrivati alcuni politici a fare campagna elettorale ma noi non siamo per la politica: aspettiamo risposte serie e non ci muoveremo di qui fin quando non arriveranno. Parole ne abbiamo sentite tante, adesso vogliamo i fatti”.

“Nessuna prospettiva per l’Fma – incalza Marco Petruzziello della Rsu Fiom Cgilnon ci chiamano, non ci dicono niente. Domani ci sarà la conferenza dei capigruppo in Provincia, mercoledì arriverà Enzo De Luca: ma ci devono portare fatti e, anche se sicuramente è campagna elettorale, è il caso di battere il ferro finché è caldo”.

“La Fiat ci deve dire se produrremo noi i motori Chrysler o eventualmente quelli prodotti a Foggia e che vanno in Val di Sangro”, ha poi rivendicato Franco Mosca, Rsu Fim Cisl.

I sindacati sono uniti nel chiedere il trasferimento della Panda all’Fma. “E’ qualcosa che abbiamo proposto per mantenere l’asse con Pomigliano: ecco perché abbiamo chiesto di poter creare qui i motori per la Panda. In fondo, se di abbattimento di costi si deve parlare, non vedo perchè produrre i motori in Polonia e non far componentistica ad Avellino, che è a 40 km da Pomigliano”.