Prefabbricati addio, a Valle si assegnano i primi alloggi popolari

Prefabbricati addio, a Valle si assegnano i primi alloggi popolari

13 giugno 2019

Alloggi comunali, prime assegnazioni a Valle. L’annuncio delle pre-assegnazioni interessa i residenti dei prefabbricati di Via Pirone e Via Della Sala. “E’ il legittimo e naturale coronamento di un lavoro intenso, spesso sotterraneo e tutt’altro che semplice, che il Comitato Civico “La Voce di Valle” ha condotto in questi tre anni di attività”, si legge nella nota del Comitato.

“Al di là e a prescindere dalle difficoltà, l’avvio dei laboratori di progettazione partecipata, condotti nel 2017 insieme allo staff dell’Ufficio Strategico Europa del Comune di Avellino, ci ha consentito di scoperchiare una vergogna inaudita che giaceva dimenticata da decenni e che finalmente si avvia a soluzione. Al Commissario Priolo, al Comandante Arvonio e al suo staff politiche abitative, il merito esclusivo di aver chiuso un percorso di buon governo, carico di speranze e sogni, iniziato con l’amministrazione Foti”.

“Questo è un risultato frutto dell’impegno, perseverante e disinteressato, di uomini e donne che, stanchi della rassegnazione di decenni, hanno voluto farsi carico della sofferenza dei propri concittadini, rappresentandone la causa nelle sedi preposte. A nessuno sarà consentito alterare il percorso già tracciato dal PICS, il Programma Integrato Città Sostenibile, che, grazie proprio alle attività di progettazione partecipata, ha guadagnato ad Avellino il titolo di città pilota, conferitole dalla Regione. Un riconoscimento che inaugura una stagione nuova che la politica non può e non deve ostacolare. Perché è una stagione costruita dalla buona volontà di cittadini e tecnici comunali”.

Secondo “La Voce di Valle” i prefabbricati del quartiere “lasceranno il posto ad un’idea moderna ed europea di città, disegnata con le speranze dei cittadini che la abitano: verde, housing sociale, ricerca. Senza bussare alla porta di nessuno, riponendo il cappello dell’elemosina clientelare: semplicemente facendo sentire, forte e chiara, la voce dei nostri diritti di cittadinanza”.