Precariato, Santacroce (Cisl): “Il Comune affronti il problema”

6 novembre 2013

“Con la Legge 125/2013 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre 2013) le Amministrazioni Pubbliche possono stabilizzare i dipendenti che hanno maturato almeno tre anni di anzianità con lo stesso ente alla data di entrata in vigore della legge di conversione”. E’ quanto riferisce il Segretario Provinciale della Cisl Fp Irpinia Sannio Antonio Santacroce.
“Possono essere stabilizzati, continua il Segretario Santacroce, anche i collaboratori coordinati e continuativi che sono stati assunti a tempo determinato utilizzando il comma 560 della legge finanziaria 2007. La possibilità di effettuare stabilizzazioni con questi strumenti sarà utilizzabile fino a tutto l’anno 2016. Tanto i dipendenti che gli ex co.co.co., per i quali le amministrazioni indicono procedure di stabilizzazione, possono essere destinatari di una proroga fino alla conclusione dell’iter e comunque non oltre il 31 dicembre 2016, nel caso in cui il loro rapporto raggiunga il tetto dei 36 mesi. Sono queste le principali novità introdotte dal parlamento alla legge di conversione del dl n. 101/2013. Esse vanno aggiungendosi alla previsione di concorsi interamente riservati entro il tetto del 50% della spesa per le nuove assunzioni. Si deve comunque sottolineare subito, evidenzia Santacroce, che il numero dei precari che potrà essere effettivamente stabilizzato negli enti locali è da ritenere limitato considerando che per le stabilizzazioni gli enti non possono spendere più del 50% della somma destinabile a nuove assunzioni e cioè il 20% degli oneri per il personale cessato nell’anno precedente cifra cui, sulla base delle letture prevalenti delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, possono aggiungere una analoga quota dei risparmi derivanti dalle cessazioni del 2011 e del 2012 non utilizzate per nuove assunzioni e il 10% della spesa dei dipendenti cessati e non sostituiti nell’anno 2010. A queste ridotte previsioni occorre aggiungere che, con gli oneri determinati dalle stabilizzazioni e dalle nuove assunzioni, si deve comunque stare nel tetto della spesa del personale dell’anno precedente (ovvero nel tetto della spesa 2008 per gli enti non soggetti al patto). Ed ancora che il tetto invalicabile del 50% della spesa per le nuove assunzioni determina nei comuni più piccoli una sostanziale impossibilità di dare corso a stabilizzazioni, avendo spesso tali enti avuto una sola cessazione e non avendone di altre nel corso del quadriennio 2013/2016. Né miglior sorta sembra destinata ad avere la norma che consente la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu, in quanto le singole amministrazioni locali non possono provvedere per quelli che hanno utilizzato direttamente, ma devono ricorrere alla graduatoria che ogni regione deve formare sulla base dei criteri della anzianità anagrafica e di servizio e dei carichi di famiglia. Senza questi lavoratori viene meno la garanzia di alcuni servizi necessari per la cittadinanza. L’Amministrazione Comunale non deve continuare a spostare avanti il problema riguardante il precariato presente nell’Ente, ma risolverlo. Il nostro obbiettivo e quello di riorganizzare insieme la macchina comunale e garantire occupazione e qualità dei servizi.- conclude il Segretario Provinciale della CISL FP IrpiniaSannio Antonio Santacroce”