Prc – La segreteria emette il ‘verdetto’: “Da oggi D’Addesa è fuori”

26 luglio 2006

Dopo i botta e risposta degli ultimi tempi, oggi l’epilogo della lunga diatriba che in casa Prc ha visto coinvolti il segretario provinciale ed il presidente del Consiglio di Palazzo Caracciolo. Gennaro M. Imbriano ed Erminio D’Addesa chiudono oggi la militanza che li ha visti fianco a fianco tra le fila di Rifondazione. Una battaglia a suon di sferzate che questa mattina si è conclusa con la nota promulgata da Imbriano: “Comunichiamo la decisione assunta nel corso della Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, riunitasi per affrontare la negativa situazione determinatasi all’Ente Provincia. La Segreteria Provinciale chiarisce che, a seguito di posizioni e atteggiamenti personalistici e del tutto non condivisibili assunti dal consigliere Erminio D’Addesa, da oggi il consigliere non rappresenta più il partito in Consiglio provinciale”. Una forte divergenza di vedute maturata nel corso dell’assise di Palazzo Caracciolo quando D’Addesa ha deciso di non allinearsi alle decisioni assunte dal partito e rimanere in carica quale presidente senza avallare la richiesta del passaggio tra le fila dell’opposizione. Ma la decisione, e le relative mosse, dei vertici si spostano anche su altri fronti. La Segreteria Provinciale, infatti, ha anche stabilito di “…sottoporre il comportamento del Consigliere D’Addesa al Collegio Regionale di Garanzia”. Una decisione assunta all’unanimità dalla segreteria provinciale “…dopo che il Consigliere D’Addesa ha palesemente disatteso il mandato politico affidatogli a più riprese dal Comitato Politico Provinciale e dalla Segreteria Provinciale”. Una posizione che, come ribadiscono nella nota, la dice lunga sull’attuale assetto dell’Ente di Piazza Libertà: “Con questo atto formale è oggi evidente a tutti che in Provincia non esiste più L’Unione, in quanto sia il Prc che i Verdi, due forze fondamentali della coalizione, si sono collocate all’opposizione. Ancora una volta è prevalso in ampi settori della maggioranza un atteggiamento teso ad escludere il ruolo politico che può e deve esercitare Rifondazione Comunista. Ci auguriamo che il nostro responsabile atto di rottura di oggi possa essere uno stimolo forte per far ripartire un confronto serio, per rifondare una politica che oggi è sempre più lontana dai movimenti, dai cittadini e dalle loro domande”.