Prata – Della Pia: “Esito vertenza Lmp una vergogna”

16 marzo 2011

L’esito della vertenza LMP di Prata Principato Ultra è una VERGONA, sotto l’aspetto industriale, sindacale e politico. In questa vicenda i vertici del gruppo CMS, mostrano tutto il disprezzo che provano per la dignità dei loro dipendenti, considerati carne da macello, senza diritti. E inaccettabile che l’Azienda nonostante il positivo fatturato degli stabilimenti di Morra De Sanctis e Fisciano, in cui, tra l’altro, è in corso una trattativa per gli aumenti salariali, non si sia sforzata con l’obiettivo di evitare l’incubo della mobilità per 15 operai ed operaie che, nel drammatico contesto economico e produttivo in cui è piombata la nostra Provincia rischiano, insieme alle loro famiglie, di cadere in un duro stato di povertà. Da Tony Della Pia Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – F.D.S. riceviamo e pubblichiamo “Con i ricatti, questi presunti imprenditori hanno agito perché i lavoratori si dividessero, per renderli più deboli, vulnerabili, subalterni al loro disegno. I commenti rilasciati dalle organizzazioni sindacali, ci parlano di una resa incondizionata e senza speranze, ciò dimostra l’esigenza di un cambio di linea. L’immagine più sconcertante è offerta dalla classe politica dirigente Irpina, muta, incapace di indignarsi di fronte a quanto avviene, indifferente alle sofferenze, sempre pronta però ad ostinarsi quando si tratta di rafforzare sistemi di potere, occupare posti nei consigli d’amministrazione, costruire egemonia attraverso la subalternità sociale. Il centro – sinistra irpino, ha forti responsabilità per quello che sta avvenendo, da diversi mesi lanciamo appelli a tutte le forze democratiche e progressiste perché, sui temi del lavoro, della povertà, si riesca a concretizzare un fronte comune di lotta e di proposta, con l’obiettivo di risvegliare un minimo di coscienza sociale e, cacciare questi amministratori provinciali, regionali e nazionali, incapaci di prospettare un’uscita dalla crisi credibile, anche perché, chiaramente schierati dalla parte dei più forti a danno della povera gente; nostro malgrado, ad oggi riscontriamo solo ipocrisia. Urge una piattaforma comune di resistenza, prevedere concreti momenti di lotta sociale, collettivizzare le tante vertenze in essere, agire perché si radichi nella coscienza dei soggetti colpiti, la certezza che solo con un FRONTE UNITARIO è possibile contrastare i responsabili della depressione in essere. Un giorno ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità.