Polizia penitenziaria, continua la protesta dei sindacati

Polizia penitenziaria, continua la protesta dei sindacati

14 febbraio 2019

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma dei rappresentanti sindacali del corpo di Polizia Penitenziaria: Palmieri dell’Osapp, De Benedetti Uil P.A. PP, Gallo Sinappe, Sorrentino Fns Cgil, Auricchio Uspp, Cafora Cgil e Napolitano Cnpp:

“Le scriventi organizzazioni sindacali con la presente, come annunciato e sottoscritto in data 13 febbraio, dichiarano lo stato di agitazione per protestare contro lo stato di abbandono in cui versano i poliziotti Penitenziari dell’Istituto Penitenziario di Napoli Poggioreale “G. SALVIA” già iniziato nei giorni scorsi per analoghe problematiche nel penitenziario di Santa Maria C.V e quello di Ariano Irpino, a causa dell’insufficiente forza organica determinata dal mancato turn-over del personale posto in quiescenza nei decorsi anni 2016, 2017, 2018 e 2019 mai incrementato concretamente che ha generato un insostenibile carico di lavoro che si ripercuote negativamente sulla sicurezza e sull’organizzazione del sistema, sempre più colmo di doveri istituzionali che non garantiscono i più elementari diritti dei lavoratori; come quelli per gli agenti costretti a ricoprire sistematicamente più posti di servizio contemporaneamente e/o alternarsi durante l’orario di servizio in più ambiti dell’intero istituto e piantonamenti in luoghi esterni di cura, nonché le molteplici attività legate al trattamento che aumentano con un ritmo impressionante, tenuto conto del sovraffollamento esistente che ha raggiunto quasi 2400 utenti, superiore alla reale capienza regolamentare a fronte di una pianta organica risicata di circa 700 unità di Polizia Penitenziaria che dovrebbe essere di circa 1000, risorse umane disponibili che si assottigliano sempre di più in un complesso quadro generale, il personale è costretto quotidianamente a svolgere turni di servizio massacranti non inferiori alle otto ore ed obbligato a ricorrere a prestazioni di lavoro straordinario, che da quest’anno, risulta, di incerta remunerazione a causa dell’ulteriore taglio dei fondi rispetto al 2018″.

“Un’Amministrazione Penitenziaria Regionale e Centrale incapace di difendere i propri uomini oramai divenuti capri espiatori di una discutibile gestione del carcere quasi fallimentare e poco sicura, gli ultimi spiacevoli eventi registratosi in seguito alla morte di un giovane detenuto nel penitenziario partenopeo, sono la conferma che siamo lasciati soli, in seguito al duro attacco verbale e mediatico agli appartenenti al Corpo definiti “Assassini” e alle istituzioni messo in atto l’altra notte fuori al penitenziario partenopeo a difesa degli utenti da parte di un consistente gruppo di persone e familiari, che ha compromesso l’ordine pubblico oltre quello della l’ordine e la sicurezza interna, considerata la protesta dei ristretti, alcuna contromisura è stata adottata ne tanto meno i vertici del DAP hanno difeso l’operato della Polizia Penitenziaria”.

“Per quanto fin qui rappresentato e per altro ancora, le OO.SS. firmatarie del presente documento sosterranno tutti gli appartenenti al Corpo nella loro protesta con l’astensione dalla mensa ordinaria di servizio, a partire dal giorno 15 febbraio 2019 ad oltranza, in mancanza di adeguate risposte da parte del DAP e PRAP Campania, le scriventi OO.SS valuteranno altre e più incisive forme di protesta, tuttavia terranno costantemente informati del prosieguo della protesta i superiori uffici, le rispettive segreterie nazionali, provinciali e locali, le autorità competenti e gli organi di stampa”.

“Non consentiremo a nessuno di mettere in discussione la dignità degli uomini e delle donne del Corpo di Polizia Penitenziaria”.