Poche strutture e servizi ai minimi: viaggi della salute in aumento in Campania

Poche strutture e servizi ai minimi: viaggi della salute in aumento in Campania

17 maggio 2018

Viaggi della salute: è la Campania l’area con il saldo negativo peggiore tra mobilità in uscita e ricoveri (0,4 ricoveri in entrata per ogni ricovero in uscita) registrati presso le proprie strutture ospedaliere. Un primato decisamente poco lusinghiero che condividiamo con la Sicilia. Dall’altra parte, in testa alla classifica stilata dall’Istat, c’è un Centro-Nord con strutture di eccellenza e più dipartimenti di emergenza. Un saldo che in termini economici (e di debito con le altre regioni settentrionali verso i cui presidii si dirigono i campani per ottenere le dovute cure) si traduce in un costo di circa trecento milioni di euro l’anno.

La fotografia II Rapporto annuale 2018 dell’lstat fotografa una situazione eterogenea, a partire dai posti letto: nel 2015 la media nazionale è scesa a 3,6 posti per mille abitanti (erano 3,9 nel 2010), ma la maggior parte delle Regioni del Nord ha una dotazione superiore alla soglia, con l’eccezione di Liguria e Veneto (3,6 per entrambe). Per contro, il Molise è l’unica regione meridionale con una dotazione elevata di posti letto per abitante (4,5 per mille). La mobilità ospedaliera è spesso dovuta all’assenza di un’offerta di strutture ospedaliere o reparti di alta specializzazione, che sono concentrate prevalentemente al Centronord; questa evidenza aiuta a spiegare in parte la forte mobilità in uscita dal Mezzogiorno. Le regioni più attrattive per l’assistenza ospedaliera sono la Lombardia e l’Emilia-Romagna, le quali effettuano, rispettivamente, 3,0 e 2,4 ricoveri in entrata per ogni ricovero in uscita.