Pisani:”Vertici autostrade neanche interdetti. Lametta è in carcere”

19 luglio 2014

Sulla tragedia del pullman precipitato da un viadotto in provincia di Avellino l’avvocato Sergio Pisani, che ha accettato l’incarico di assistere e difendere Gennaro Lametta, arrestato per le contestate irregolarità nella revisione del mezzo, dichiara: «Trovo che la misura emessa nei confronti di Lametta sia profondamente ingiusta. Il cedimento strutturale che ha causato l’incidente è del tutto scollegato dalle verifiche che vengono svolte in sede di revisione. Inoltre, secondo quanto accertato dai consulenti della Procura, se la barriera esistente fosse stata in normali condizioni di installazione avrebbe contenuto l’autobus, impedendone la caduta dal viadotto. L’analisi dinamica effettuata dai predetti consulenti ha dimostrato infatti che la stessa barriera, qualora tutti i tirafondi fossero stati integri, avrebbe contenuto agevolmente l’autobus sul viadotto». «Invece nell’evento reale – aggiunge il penalista – la barriera non ha funzionato come avrebbe dovuto e come avrebbe funzionato in condizioni di corretta manutenzione, a causa dell’elevato stato di corrosione dei tirafondi. E proprio lo stato di degrado dei tirafondi, secondo la conclusione dei periti, è la causa fisica principale del fatto che la barriera non sia stata in grado di contenere il bus. La barriera, se in perfetto stato, avrebbe dunque dovuto resistere ad una sollecitazione ben maggiore di quella trasmessa dal veicolo, tanto maggiore che il povero Ciro Lametta contava di appoggiarvisi sopra per superare il ponte, un ponte peraltro privo della corsia di emergenza, presente invece nel tratto precedente».  «Se queste, all’esito della perizia disposta dagli inquirenti, sono le cause che hanno determinato il volo del bus nella scarpata – conclude Sergio Pisani – dobbiamo domandarci come mai Gennaro Lametta si trovi in carcere e i vertici della Società Autostrade non siano stati nemmeno interdetti. Se le barriere avessero funzionato il bus si sarebbe arrestato. E senza quel volo non ci sarebbe stata una sola vittima».