Piogge e vento: il lungo inverno della politica irpina

Piogge e vento: il lungo inverno della politica irpina

5 novembre 2019

Una provincia sempre più in affanno. Le colate di fango, gli allagamenti, la necessità di chiudere le scuole in molti comuni alle prime piogge rappresentano una sconfitta per la politica. L’Irpinia paga un prezzo salato per la mancanza di prevenzione ma, anche e soprattutto, per l’abuso di comportamenti errati che – con il passare del tempo – si ritorcono contro le comunità locali. Solo nelle scorse settimane le organizzazioni di categoria denunciavano l’utilizzo dei lavoratori idraulico forestali in attività non di loro competenza. Dirottare gli addetti degli enti montani all’interno dei paesi, impegnarli in lavori di manutenzione ordinaria di strade e ville comunali sottrae impegno alla bonifica montana, alla pulizia del sottobosco. Ma – le denunce arrivano sempre più numerose da cittadini e associazioni – la politica tiene sempre meno in considerazione l’aspetto ambientale, che passa in secondo piano anche nella realizzazione di opere pubbliche. Sempre più spesso, gli amministratori sono obbligati a correre ai ripari, investendo risorse in piani di manutenzione straordinaria che, spesso, non garantiscono i risultati auspicati. Sempre più spesso, inoltre, gli amministratori sono costretti a ordinanze che impongono la chiusura degli edifici scolastici, dei cimiteri, delle strutture pubbliche, che vietano il parcheggio dei veicoli nei pressi di alberi dal fusto alto. Accade nella prima decade di novembre, alle prime piogge, nelle prime giornate di vento forte. L’inverno, quello vero, duro e freddo con neve, ghiaccio e sferzate di vento gelido pare ancora lontano. Eppure, l’Irpinia sembra già immersa nell’inverno inoltrato, un inverno che ha poco a che fare con la stagione metereologica.