Picariello(Dca-Pdl): “No caccia alle tessere, puntiamo su cosa fare”

26 ottobre 2011

Dal Segretario Provinciale Democrazia Cristiana per le Autonomie Membro PDL Gianfranco Picariello riceviamo e pubblichiamo “Il 31 ottobre è il termine ultimo fissato per le adesioni al nostro grande partito, ma prima di tale data urge una sana e costruttiva riflessione. Il tesseramento è l’antica prassi, di misurare le forze interne esclusivamente in base al numero di iscritti che si riescono a portare nel partito. Non conta saper fare politica, essere in possesso di una buona dialettica, avere un curriculum professionale poderoso, saper aggregare intorno ad una idea, ad un progetto, ad un programma , non è importante quanto consenso elettorale hai, conta saper vendere le tessere. Più ne possiedi, più scali i vertici con le votazioni che avvengono nei congressi. In questo modo, però, la selezione della classe dirigente avviene esattamente in contrasto rispetto alla filosofia con la quale Forza Italia ha sbaragliato 18 anni fa proprio i partiti delle tessere. In queste ore assistiamo all’interno del Pdl locale e nazionale, ad una vera e propria caccia alle tessere. Il rischio concreto è quello di diventare una nuova versione dei vecchi partiti, utili ad alimentare se stessi e le proprie guerre interne, insomma una brutta copia del PD caratterizzato da correnti e primarie farlocche (vedi il caso Napoli di qualche tempo fa). Al Pdl certo che ci si deve iscrivere, per finanziarlo, per sostenere il suo leader, per partecipare a una avventura che è tutt’altro che morta. Lo si è sempre fatto e bisogna continuare. Il sottoscritto e il suo gruppo dirigente lo sta facendo con convinzione e dedizione, ma questo non deve essere un mezzo per dividere il partito in correnti e potentati. Sarebbe una contraddizione. La sua forza infatti sta nella voglia e nella passione che i tanti militanti, elettori e simpatizzanti proferiscono ogni giorno senza essere necessariamente iscritti. Il consenso lo si raccoglie per strada tra gli elettori, rinnovando la politica, amministrando con rigore e nell’interesse della collettività, non contandosi in congressi che ne celebrano i riti peggiori. E neppure in primarie farlocche come dicevo prima. Io credo che sia necessario, riprendere la strada maestra, attraverso una selezione delle migliori energie, ed il PDL ne ha tante, che possano essere la nuova classe dirigente da mettere in campo per proseguire quel sogno e quel lavoro che il Presidente del Consiglio sta conducendo da molti anni nell’interesse dell’Italia intera”.