Piazzale della Resistenza: il Comune fa retromarcia, ma è un’operazione di facciata

Piazzale della Resistenza: il Comune fa retromarcia, ma è un’operazione di facciata

12 gennaio 2018

Marco Imbimbo – La notizia aveva creato molto malumore in città per tutta la giornata. E’ prevista per domani l’inaugurazione della sede locale di Casapound alla presenza del leader nazionale, Di Stefano e per l’occasione, il Comune di Avellino aveva deciso di destinare ai partecipanti il Piazzale della Resistenza (ex campetto Santa Rita), in modo da consentire loro di parcheggiare in prossimità della sede del movimento.

«… E’ necessario provvedere ad una particolare disciplina della sosta in modo da preservare la percorribilità delle strade e il regolare accesso al sito interessato», recitava l’ordinanza numero 8 individuando appunto Piazzale della Resistenza quale aree di sosta più vicina al luogo interessato e riservandolo ai partecipanti alla manifestazione.

Una decisione che non era piaciuta a buona parte della cittadinanza e della rete antifascista irpina, sottolineando come si tratterebbe di un’offesa alla memoria storica italiana proprio per via del nome dell’area: Piazzale della Resistenza.

La questione è stata sollevata anche in consiglio comunale, nel pomeriggio, con Giancarlo Giordano, esponente di “Si può”, che ha puntato il dito contro l’amministrazione e il primo cittadino Paolo Foti. «Comprendo le ragioni di ordine pubblico, ma perché non trovare soluzioni alternative al Piazzale della Resistenza? Chiedo che venga revocato il permesso e che, chi lo ha firmato, il dirigente Michele Arvonio, trovi un’altra area. Va preservato l’ordine pubblico, ma anche le piazze e le storie che rappresentano».

Ne è seguito, in Aula, un momento concitato con il primo cittadino, Foti, visibilmente adirato al telefono mentre chiedeva la revoca dell’ordinanza. Che poi di fatto è arrivata, ma con un virtuosismo che non cambia la sostanza.

L’ordinanza numero 17, firmata nel pomeriggio, parte da un’introduzione «dato atto che a causa di sopravvenute esigenze organizzative non si ritiene più necessario riservare un’area di sosta in Piazzale della Resistenza», a cui segue una dichiarazione molto sottile: «… in relazione alla partecipazione prevista, la zona è servita da stalli di sosta sufficienti e pertanto non si ritiene opportuno adottare i provvedimenti per la disciplina della sosta nell’area interessata». Da cui scaturisce la revoca dell’ordinanza precedente (la numero 8). In pratica, però, quello che cambia è solo il fatto di non destinare più in maniera esclusiva il Piazzale della Resistenza ai partecipanti all’iniziativa di Casapound.

Trattandosi di un parcheggio pubblico e «con stalli di sosta sufficienti» (come sottolinea la nuova ordinanza) chiunque domani potrà continuare a parcheggiare liberamente nell’area, compreso chi prenderà parte all’iniziativa (a cui in ogni caso non potrà essere vietata la sosta in un’area pubblica).

Di fatto, quindi, da Piazza del Popolo hanno solo cambiato la forma, perché la sostanza rimane uguale – così fa intendere, forse volontariamente, la nuova ordinanza. Quello che non cambia è la figuraccia verso la memoria storica della città e del Paese, quella rimarrà anche in presenza dell’ordinanza di revoca emessa oggi pomeriggio.