Piano regionale per il lavoro, in campo 50 enti irpini

Piano regionale per il lavoro, in campo 50 enti irpini

18 dicembre 2018

Sono circa 270 i Comuni e gli enti (di cui più di 50 quelli irpini) che hanno aderito al Piano per il Lavoro della Regione Campania. Soddisfatto il consigliere regionale del gruppo “De Luca Presidente” Francesco Todisco che in questi mesi, affiancato da funzionari della Regione, ha incontrato centinaia di amministratori locali per spiegare i dettagli del provvedimento.

“Con l’eccezione di Napoli (condannata a un triste isolamento dal Sindaco De Magistris), tutti i capoluoghi di provincia e i grandi centri campani hanno aderito alla piattaforma, compreso il Comune di Avellino, che ha redatto la delibera nella giornata di lunedì, a poche ore dalla scadenza dei termini”, precisa Todisco.

“Devo dare atto con soddisfazione al commissario avellinese -afferma Todisco- di aver compiuto una scelta importante di cui potrà beneficiare l’intera comunità. Un beneficio che il governo pentastellato guidato dal sindaco Ciampi e dal sottosegretario Sibilia, fortunatamente rispedito in soffitta nel giro di pochi mesi, aveva deciso di sacrificare sugli altari della demagogia, dell’incompetenza amministrativa e della propaganda”.

Adesso, dunque, può avere inizio la fase di verifica del fabbisogno occupazionale degli enti aderenti. “Subito dopo -spiega Todisco-, in primavera, potrà essere espletato dal Formez, che voglio ricordare è un ente terzo, il bando che porterà alla selezione di 10mila persone per un tirocinio stipendiato di dieci mesi presso la Pubblica Amministrazione”.

Al termine del tirocinio, continua l’esponente della sinistra, “queste persone entreranno a far parte di una graduatoria di merito a scorrimento per l’assunzione a tempo indeterminato presso i Comuni e gli enti che hanno aderito”.

Todisco si dice soddisfatto per la “forza e la convinzione con cui la giunta regionale ha affrontato il tema del lavoro” e ricorda che “grazie al Piano si darà una risposta concreta a migliaia di giovani e meno giovani, superando la sterile e virulenta propaganda di chi promette immaginifici quanto eterei redditi di cittadinanza”.