Petrolio, Nappi risponde al Comitato No Triv e interroga la giunta

6 novembre 2013

Napoli – Sergio Nappi, consigliere regionale del Gruppo Federato Caldoro, ha risposto alle domande formulate ai consiglieri regionali irpini dal comitato No triv, e ha contestualmente presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta, Caldoro, affinché si esprima sul progetto di perforazione denominato “Gesualdo 1”.
Nappi, pur dicendosi attento a tutte le opportunità offerte dallo sviluppo industriale e dall’attività di ricerca, ha espresso molte perplessità circa la realizzabilità del progetto di perforazione, in considerazione delle ripercussioni che questo potrebbe avere sui territori ricompresi nell’Unione dei comuni denominata “Terre dell’Ufita”. Della vicenda si occuperà anche il deputato Angelo Attaguile con una propria interrogazione al Ministro dell’Ambiente.

“Ho accolto immediatamente la sollecitazione degli amministratori della zona – afferma Nappi – : è già pronta una mia interrogazione urgente al Presidente della Giunta con la quale chiedo che l’Esecutivo si esprima definitivamente e con assoluta chiarezza sul progetto di trivellazione. Contestualmente ho chiesto al deputato Attaguile, eletto nella nostra circoscrizione, di interpellare il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, affinché anche il Governo centrale abbia piena consapevolezza dei rilievi mossi dal Comitato No triv e si esprima al riguardo.”

“E’ evidente – aggiunge il Consigliere regionale – che a nulla servono posizioni preconcette, ma occorre che gli organismi preposti valutino attentamente, con documenti alle mano, le conseguenze che le perforazioni avrebbero sui nostri territori e le ragioni che hanno indotto gli amministratori della zona ad opporsi tenacemente al progetto di trivellazione, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2010, e a dar vita al comitato No triv, particolarmente agguerrito e, devo dire, ben documentato.”

Ed è proprio sui rilievi documentali che si sofferma l’attenzione di Nappi: “Ho avuto modo di verificare – spiega il capogruppo del Mir – che la documentazione a sostegno delle proprie tesi, prodotta dal Comitato No triv e dagli amministratori della zona, comprende numerosi pareri di studiosi che richiamano l’attenzione su una diffusa esposizione a rischi di dissesto ambientale per le ‘Terre dell’Ufita’ che potrebbero derivare dai lavori di perforazione. D’altronde – prosegue – siamo ben consapevoli che l’Irpinia è un’area ad alto rischio sismico e, stando a quanto rilevato da alcuni geologi di livello accademico, le perforazioni potrebbero sollecitare le faglie sismogenetiche attive nel territorio.”

“A questo – rileva il consigliere regionale – occorre aggiungere l’ulteriore elemento di contestazione, probabilmente quello che sta più a cuore degli irpini: il rischio di inquinamento delle nostre falde acquifere. Credo sia superfluo ricordare che si tratta di una ricchezza tutta irpina di inestimabile valore che non possiamo in nessun caso rischiare di compromettere. D’altronde – dice ancora Nappi – , il Governo regionale e nazionale sanno bene che buona parte delle nostre risorse idriche servono a garantire l’approvvigionamento di altre regioni del Paese. Dunque, chiediamo alla Giunta Regionale e al Ministro dell’Ambiente di esprimersi tenendo in debita considerazione i rischi connessi alla particolare vulnerabilità del nostro sottosuolo agli agenti inquinanti; condizione, questa, rilevata dagli esperti secondi i quali – come sostiene il comitato No triv – il possibile rischio d’inquinamento delle falde acquifere sotterranee potrebbe esporre ad un forte rischio la stessa potabilità delle acque che sgorgano dalle sorgenti dell’Alta Irpinia che alimentano, a loro volta, gli acquedotti che servono Napoli e la Puglia.”

In conclusione il consigliere regionale invita la Giunta a valutare le conseguenze che l’esecuzione del ‘Gesualdo 1’ avrebbe sull’attuazione del Ptr regionale che prevede il recupero di numerosi centri storici irpini, e per il quale sono stati investiti milioni di euro. “In definitiva – dice Nappi – occorre convincersi che l’Irpinia non può che puntare sulla valorizzazione delle proprie ricchezze, ambientali, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche, coniugandole con un potenziamento infrastrutturale che consenta la sopravvivenza dei nostri agglomerati industriali. E’ chiaro – conclude – che stravolgimenti come quello prospettato dal progetto di perforazione ‘Gesualdo 1’ rischiano di compromettere l’equilibrio sul quale si basa una prospettiva di crescita per la nostra realtà provinciale.”