Petitto replica: “Non tollero richiami da chi non è legittimato”

14 luglio 2014

“Siamo alle solite! Sono costretto a registrare l’ennesimo tentativo di delegittimare le istituzioni da parte di chi quotidianamente dovrebbe lavorare per esse e, invece, mi costringe a fare chiarezza su questioni che sicuramente non interessano i cittadini di questa città che continuano a dovere fare i conti con i tanti problemi che restano irrisolti e con una crisi che ormai è asfissiante”.
Pronta la replica del presidente del consiglio comunale Livio Petitto, in seguito alle dichiarazioni del vicesindaco Stefano La Verde che lo aveva accusato di avere un atteggiamento conciliante nei confronti della minoranza.
“A questi ultimi – continua Petitto – e non ad altri che hanno ruoli diversi dal mio sono tenuto e voglio rivolgere la mia attenzione esponendo in sintesi quanto è accaduto nel corso della seduta della conferenza dei capigruppo di questa mattina soprattutto perché non posso tollerare le esternazioni fatte da chi non è legittimato a fare richiami. Ormai da un anno a questa parte ci siamo abituati ad insolite sortite!”.
“Chi mi caccia di essere di parte forse non sa o fa finta di non sapere oppure non ha voluto sentire quando questa mattina ho ricordato che nel corso della precedente seduta dei capigruppo, alla presenza del sindaco e con il suo assenso (anche se non necessario visto che non ci sono proposte della giunta all’ordine del giorno) si era stabilito, come sempre, tutti insieme, che la data del 18 luglio p.v. fosse quella idonea per svolgere una seduta di consiglio comunale che doveva essere transitoria nell’attesa di effettuare quella sul bilancio di previsione possibilmente entro la fine mese. Qualche giorno dopo qualche consigliere mi ha manifestato la possibilità di posticipare ovvero di anticipare tale data per problemi di carattere personale, pertanto, questa mattina ho chiesto a tutti i presenti, così come nel mio stile e non nelle mie prerogative di presidente del consiglio( Il presidente convoca il consiglio comunale e redige l’ordine del giorno), viste le tante assenze giustificate della settimana prossima, di anticipare il consiglio al giorno 17 luglio oppure di posticiparlo al 21 luglio.
Dopo aver registrato il rifiuto da parte di taluni capigruppo ho confermato la data del 18 luglio già stabilita dando la disponibilità, confermata anche dai presenti, a convocare il consiglio “ad horas” nel momento in cui ci fossero state proposte dell’amministrazione da dover trattare con urgenza”.
Infine conclude: “Questo lo dovevo a garanzia del consiglio comunale di Avellino che è sovrano e nei confronti di tutti i cittadini che credono ancora nelle istituzioni ed in coloro che quotidianamente cercano di rappresentarle nel migliore dei modi e con l’onestà che l’ha sempre accompagnati nei percorsi di vita”.