Pd, Santaniello: “Si apre la nuova era De Blasio. Perdere l’Arace è stata una sconfitta”

Pd, Santaniello: “Si apre la nuova era De Blasio. Perdere l’Arace è stata una sconfitta”

17 giugno 2015

«Si apre la nuova era De Blasio. Sarò garante di tutti i democratici». Roberta Santaniello, presidente provinciale del Partito Democratico, dopo l’ultima direzione provinciale, tenutasi nel pomeriggio di lunedì, apre alle opposizioni, ma non rinuncia a confermarsi garante dei renziani per la provincia di Avellino, lanciando un appello di unità al deputato Luigi Famiglietti.

Il segretario provinciale del Pd di Avellino chiude alle polemiche. Dopo l’ultima direzione provinciale, si apre una nuova fase?

 «La direzione di lunedì non solo è servita a riportare l’attenzione sull’analisi del voto, ma è stata necessaria per far valere il senso di responsabilità all’interno di via Tagliamento. E’ arrivato il momento della condivisione per far ripartire un progetto, che è stato oggetto di numerose critiche ed osservazioni. L’ultima comunicazione del segretario è stata molto forte. Si è aperta la fase due del Pd. Chi manifesta appartenenza vera e sincera, adesso, non potrà tirarsi indietro. E’ necessario un nuovo impegno da parte di tutti».

Diversi dirigenti hanno manifestato la volontà di aprire alle minoranze. E’ favorevole ad un partito all’americana?

«Io sono il presidente di tutti i democratici. La segreteria provinciale del Pd, però, è un organo dove decide il segretario. Soltanto De Blasio, quindi, può scegliere se aprire o chiudere il partito ai cosiddetti ribelli. Io credo, comunque, che non si può chiudere la porta a chi vuole impegnarsi. Errare è umano, perseverare è diabolico. Sono orientata verso un soggetto politico inclusivo e non esclusivo. Non sono felice per l’abbandono di Nadia Arace. Se il Pd nazionale non è stato capace di guardare a quella cultura ed intelligenza che guarda a sinistra, in provincia, non possiamo commettere lo stesso errore. La diversità di vedute è un valore aggiunto per il Pd».

Una spaccatura, ormai sempre più evidente, è quella tra i renziani. Si sente ancora parte integrante della corrente che fa riferimento al deputato Luigi Famiglietti?

 «Nella mia storia politica, ho sempre avversato le divisioni. Nel ruolo istituzionale che ricopro, spero di essere garanzia e rappresentare tutti. Rispetto al Big Bang Irpina, sono il loro presidente. I fedelissimi del giglio, pertanto, si dovrebbero riconoscere nella mia figura e non viceversa. Tra renziani, comunque, non esiste nessun astio. Il deputato Luigi Famiglietti sta facendo un ottimo lavoro in Parlamento e sono certa lavoreremo in sinergia per il bene dei territori».

A proposito di Enti sovracomunali, quale sarà il ruolo di Roberta Santaniello?

«Io sono scesa in campo solo per sostenere Vincenzo De Luca, per il quale mi sono battuta sin dall’inizio, non per avere incarichi o per soddisfare qualche ambizione personale, ma perché lo ritengo un amministratore valido e capace di governare. Il Valle Lauro, però, ha diritto ad una propria rappresentanza. Nonostante le tante difficoltà, dovute ad una folta presenza di candidati, il Pd in quest’area è riuscito ad ottenere un risultato al di sopra delle aspettative. Basti pensare al caso di Quindici, dove nonostante erano in campo tre liste per le amministrative, siamo riusciti ad ottenere numeri inaspettati. Questo territorio, però, vuole risposte. Per troppo tempo, è stato lasciato solo. La mia candidatura è un punto di partenza e non di arrivo. Bisogna passare dalle parole ai fatti».

I suoi avversari, però, hanno parlato di un insuccesso della candidata di Quindici, considerando anche il risultato della compagine per De Luca presidente. Si considera una perdente?

«Assolutamente no! Le posso confermare che per aver portato avanti una campagna elettorale in libertà, senza alcun tipo di supporto e soprattutto senza riferimenti istituzionali o politici che mi portassero per mano, sono riuscita a fare bene. Per tale ragione, non posso far altro che ritenermi più che soddisfatta. Oltre quattromila persone, hanno scelto una trentenne. Questa è la vittoria del Pd che vuole cambiare».