Paternopoli – Petruzzo: “Le parole del sindaco valgono poco”

17 marzo 2011

Da Antonio Petruzzo riceviamo e pubblichiamo: “Giorni fa, mentre eravamo intenti a costruire una lista di centrosinistra per Paternopoli in vista delle elezioni amministrative di maggio, il sindaco demitiano, Raffaele Duilio Barbieri, ci contattò telefonicamente per invitarci ad un colloquio presso il suo frantoio. Insieme al segretario cittadino del Pd, Andrea Forgione, ci recammo all’appuntamento per sapere cosa avesse da dirci. Il sindaco Barbieri ci strinse la mano e ci disse che la sua lista era una lista civica che non avrebbe subito i diktat di nessuno, tantomeno quelli provenienti dal suo partito, perché lui ci teneva a chiudere un accordo con gli uomini del Pd che considerava amici, dotati di qualità politiche e umane. Sicuramente questo atteggiamento del sindaco ci portò ad essere bendisposti, anche se facemmo notare che il nostro obiettivo primario era quello di costruire un progetto politico per Paternopoli, che mettesse insieme tutte le forze di centrosinistra, alternativo alle destre berlusconiane. Lui ci tenne a sottolineare che aveva già chiuso un accordo con i finiani e che poteva contare su uomini di SEL. “Tocca a voi, ci disse, piuttosto far convergere su questo progetto le altre forze politiche di centrosinistra”. Nulla fu però sottoscritto con il sindaco Barbieri perché ci riservammo di parlarne con gli iscritti, i simpatizzanti del Pd e le altre forze di centrosinistra. Oggi, apprendiamo dalla stampa che il sindaco Duilio Raffaele Barbieri non è quell’uomo politico indipendente che voleva farci credere. Al sindaco Duilio Raffaele Barbieri infatti è stato “ordinato” di far pubblicare sulla stampa locale un comunicato in cui si annuncia una concreta pregiudiziale nei confronti di tutti i Democratici paternesi, contraddicendo se stesso, i suoi sostenitori, i familiari e gli amici che invece tanto avevano spinto per favorire l’accordo. Il sindaco Duilio Raffaele Barbieri, con questo atto, ha dimostrato che la sua volontà è stata piegata dal suo “padrone politico” Giuseppe De Mita e che la sua parola vale meno di zero. Paternopoli quindi è stata di nuovo commissariata dal demitismo. Pertanto, non bisogna meravigliarsi se a Paternopoli la politica fa un passo indietro, perché oggi la vera priorità per i paternesi è quella di unirsi intorno a un progetto forte e vincente che finalmente liberi la nostra comunità dal demitismo o da chi crede che Paternopoli sia feudo di Nusco”.