Paternopoli, Forgione (Pd): “Nessuno parla a nostro nome”

7 dicembre 2012

“Da una settimana assistiamo a valanghe di commenti sul risultato del ballottaggio delle primarie. Chi dice: noi siamo il 70 per cento, chi dice: noi siamo il 40 per cento. Qualcuno arriva perfino a dire che il 40 ha vinto sul 60, altri che il 60 vale 100 ed il 40 non vale nulla. Poi ci sono quelli che dicono: noi siamo il 25 del 70 mentre voi siete il 22 del 40, e se noi siamo il 25 del 60 allora voi siete il 33 del 55. Basta. Di questa roba non se ne puo’ piu'”. Così Andrea Forgione, segretario Pd Paternopoli.

“Oltretutto offende il buon senso dei cittadini chi esce sulla stampa e dice che il 40 o il 70 lo rappresenta lui personalmente. Sono sempre gli stessi che da anni, ad ogni elezione, tentano di vendersi quello che non gli appartiene. Una volta sono dalemiani , poi bersaniani, poi veltroniani, poi sono franceschiniani e poi di nuovo dalemiani , poi renziani, poi lista civica, poi socialisti, poi democristiani , poi comunisti ed infine bersaniani ma sempre renziani, infine votano Galasso se glie lo ordina Lucio. Cambiano pelle ma restano sempre gli stessi. I trasformisti sono il male vero della politica. Il mutare , secondo le convenienze , la malattia piu’ contagiosa nel Pd. Ecco perche’ il circolo Pd di Paternopoli chiarisce che nessuno rappresenta i suoi iscritti, elettori e simpatizzanti, se non i suoi organi dirigenti eletti democraticamente. Nessuno si offenda. E’ semplicemente che nessuno puo’ fare leva con le nostre forze senza che si condivida un percorso ed un progetto. E questo vale per tutti: amici , nemici , concorrenti e sodali. Fra questi non e’ compreso Salvatore Antonacci per il quale proviamo profonda stima ed amicizia. Il compagno Antonacci e’ un militante leale, affidabile e rispettoso, amico dei paternesi. Di lui ci fidiamo. Lo ringraziamo per il lavoro svolto e per il risultato ottenuto che per noi equivale ad una vittoria perche’ frutto di un processo democratico, contrapposto alla gerontocrazia del partito. Ricordiamo che a Paternopoli ha vinto Renzi con il 53 per cento dei voti, proprio perche’ , qui da noi, vige la regola della liberta’ senza cooptazione. Continuiamo a credere nella battaglia di innovazione di innovamento di Matteo Renzi, consapevoli che solo il cambiamento di linea politica e di gruppi dirigenti possa salvare la politica ed il paese dal fallimento. Noi, democratici di Paternopoli, siamo donne ed uomini liberi, forti e coraggiosi. Nessuno ci porta a capezza”.