Paternopoli – Count down per la ‘Macenata’

12 settembre 2005

Paternopoli – Quando l’estate va via, i contadini si animano per la vendemmia. La pigiatura dell’uva rappresenta per il mondo rurale non solo il coronamento di un durissimo anno di lavoro ma un momento di gioia e di festa. Un momento di aggregazione che coinvolge uomini e donne, vecchi e bambini in un rituale antico che mantiene un fascino tutto particolare, magico e misterioso che pochi altri riti legati al raccolto possono vantare. A Paternopoli, da anni, la vendemmia è occasione di incontro tra tradizione ed innovazione. Per l’importante avvenimento si sceglie sempre una giornata serena e soleggiata e di tardo mattino in modo tale che l’uva non venga bagnata dalla rugiada e si possa conservare più a lungo. Ancora top secret la data prescelta dagli organizzatori della ‘Macenata’. Intanto fervono i preparativi. La settimana precedente la vendemmia ogni famiglia prepara l’occorrente per la pigiatura. Si mettendo da parte cisti, panari, forbici e coltelli. Si reclutano gli asini per il trasporto dell’uva. Il mattino del gran giorno armati dell’occorrente, ci si dirige verso il vigneto, dove i presenti si spandono tra i lunghi filari e, prima di dare il via alla vendemmia, ci si fa il segno della croce come augurio per un buon raccolto. Non mancano i riti religiosi a rendere solenne il tutto. Durante la giornata si canta e si danza e, di tanto in tanto, si innalzano stridenti grida di fanciulli che fanno a gara a raccogliere il grappolo più grande. Le donne, con il capo coperto “ra lo maccaturu” annodato dietro la nuca, raccolgono l’uva dentro “a lo solonale” (grembiule) per poi riversarla nei grossi cesti che, una volta colmi, si portano davanti alla masseria per essere svuotati nei tini. Si continua così per l’intera mattinata fino all’arrivo della massaia più anziana che annuncia la sosta per il pranzo, invitando tutti a radunarsi all’ombra degli ulivi. Il pranzo contadino, povero ma nutriente è composto da pane casereccio, peperoni arrostiti, salame, qualche formaggio e numerose brocche di terracotta colme di vino. Dopo il pranzo, ancora festa, con canti popolari, musiche e danze di ringraziamento. La ‘Macenata’ dal mattino, terminerà solo a notte inoltrata.