Passaggio di cassa tra Ciampi e Priolo. L’ex sindaco: “No comment”. E il Comune diffida la Tesoreria

Passaggio di cassa tra Ciampi e Priolo. L’ex sindaco: “No comment”. E il Comune diffida la Tesoreria

20 dicembre 2018

Marco Imbimbo – Si è trincerato dietro un «No comment» l’ex sindaco Ciampi al termine del passaggio di cassa con il suo successore, il commissario prefettizio, Giuseppe Priolo. Un incontro lungo, data anche la delicatezza dell’argomento, che ha interessato tutto il pomeriggio di Palazzo di Città.

Intorno al tavolo c’erano, da un lato la terna commissariale composta da Priolo e i due subcommissari Ricciardi e D’Agostino, dall’altro l’ex sindaco Ciampi e l’ex assessore alle Finanze, Gianluca Forgione. Presenti anche il segretario generale, Vincenzo Lissa, il dirigente alle Finanze, Gianluigi Marotta, e il Collegio dei revisori dei conti.

Un passaggio fondamentale perché consegna al commissario Priolo lo stato dell’arte sulle casse comunali, in vista anche della decisione che dovrà essere presa tra la dichiarazione di dissesto, come voleva la Giunta Ciampi, o un piano di riequilibrio pluriennale, come suggeriva il dirigente alle Finanze.

Stando al verbale emesso a fine incontro, dal registro del Comune risulta, al 31 dicembre 2017, un fondo cassa pari a quasi 5 milioni di euro, mentre il saldo di cassa di diritto è negativo di circa 4 milioni di euro, dovuto a una cifra dei mandati emessi superiore alle reversali emesse.

Secondo il giornale della Tesoreria, il saldo di cassa al 27 novembre 2018, giorno dell’addio ufficiale di Ciampi e dell’insediamento di Priolo, è pari a quasi 4,5 milioni di euro tra le entrate (quasi 130 milioni di euro) e le uscite (circa 123,5 milioni di euro). Ne viene fuori una differenza con il saldo dell’ente che ammonta a circa 8,5 milioni di euro.

Differenza che viene poi riconciliata con rettifiche che riguardano reversali (emesse e non consegnate, oppure consegnate e non riscosse, o anche contabilizzate due volte dalla Tesoreria), ma anche mandati (non consegnati, contabilizzati erroneamente, non pagati), a cui si aggiungono pagamenti senza mandati.

Dal verbale redatto, però, emerge una differenza nel saldo di cassa riconciliato, tra i fondi vincolati indicati dal Tesoriere (circa 11,1 milioni di euro) e quelli indicati dall’ente (inferiori a 10 milioni di euro). «La differenza è dovuta a un mancato allineamento da parte del Tesoriere», come si legge nel verbale in cui si specifica che questo allineamento «è stato più volte richiesto senza esito da parte del Servizio Finanziario e del Collegio dei revisori dei conti. Si diffida pertanto il Tesoriere a provvedere all’allineamento entro e non oltre il 31 dicembre 2018».