Parlamento Europeo – Forbice sulle indennità: tagli del 40%

20 aprile 2009

Tagli per gli europarlamentari italiani: sarà sottoposta ad un taglio del 40% – da 134mila a 81mila euro lordi all’anno – l’indennità che i nostri rappresentanti nelle istituzioni dell’Ue percepiranno dopo il voto del 6 e 7 giugno.
Lo hanno stabilito le nuove regole varate dal Parlamento europeo: d’ora in poi i parlamentari percepiranno tutti lo stesso stipendio base (7mila 665 euro lordi al mese) invece dei 12mila euro mensili finora percepiti.
Chi arriverà a Strasburgo per la prima volta dovrà attenersi alle regole del nuovo statuto dei parlamentari; chi invece sarà rieletto potrà scegliere se continuare a percepire il vecchio stipendio, pagato dallo Stato di appartenenza, oppure di accettare il nuovo trattamento economico, a carico del bilancio del Parlamento europeo.
Gli europarlamentari dovranno inoltre aderire ad un regime pensionistico comune: i contributi saranno versati dal Parlamento. Oltre all’indennità di base, i parlamentari europei possono contare anche su altri contributi.
Da quest’anno, i rimborsi non saranno più forfetari, l’indennità viene ridotta del 50% se il deputato è troppo assenteista, senza giustificare le proprie assenze.
Un’altra voce relativa ai rimborsi è quella per i viaggi sostenuti nel territorio della Comunità europea per partecipare alle riunioni ufficiali del Parlamento Ue: in questo caso servono la carta d’imbarco per il viaggio in aereo, il biglietto ferroviario se il deputato si sposta in treno, una dichiarazione di viaggio con il numero di immatricolazione del veicolo e la lettura del contachilometri all’inizio ed alla fine del viaggio se il mezzo adoperato è l’auto.
Un’indennità di 4mila euro all’anno è prevista per i viaggi anche fuori dall’Ue, se ad esempio il deputato è relatore in una conferenza o se è invitato a una riunione internazionale fuori dai confini Ue. Il Parlamento, poi, versa un’indennità forfettaria di 298 euro per ogni giornata di partecipazione alle riunioni ufficiali degli organi delle istituzioni Ue, rimborso che copre le spese di vitto e alloggio versato solo se il parlamentare firma un registro di presenza ufficiale.
Per le riunioni in Paesi non appartenenti all’Ue, il Parlamento versa un’indennità giornaliera di 149 euro.