Pagliaro (Pd): “L’Irpinia non è terra dei fuochi”

12 giugno 2014

Se la redditività di impresa e lo spettro della disoccupazione sembrano giustificare ogni iniziativa con parvenza di risposta alla domanda di stabilità economica delle comunità, è pur vero che, dopo l’Ilva di Taranto, si è finalmente innescata la convinzione diffusa che nemmeno il “lavoro” sia più sacro del “ben vivere”. Quella della Novolegno ad Arcella, è uno dei fattori che si somma alla molteplicità delle precarietà ambientali esistenti nella Valle del Sabato, frutto di scelte istituzionali antiche, ma diffusamente condivise dalle speranze popolari di uno sviluppo demiurgo. L’area di Pianodardine-Arcella è, con evidenza, un’anomalia sia come nucleo industriale che come centro abitato, specie quando rapportato a tutte le geografie limitrofe che subiscono questa ed altre anomalie ambientali, pur testimoniando alte capacità di conservare modelli di sviluppo sostenibile. L’Irpinia non è “Terra dei Fuochi”, sarebbe facile anche per un partito a vocazione di governo, nascondersi dietro questa espressione forte nella speranza di poter raccogliere consenso o drenare fondi. L’Irpinia, soffre di molte e gravi emergenze ambientali che non sono, però, frutto di “estranei cattivi” che occultano ai “buoni inconsapevoli” vagoni di inquinamento. Le contraddizioni ambientali in Irpinia sono tutte figlie di uno scollamento storico tra speranze da realizzare e azioni scelte per realizzarle, da una idea di sviluppo “presto, tanto e subito” che ha accomunato, sia le classi politiche scelte, che le comunità chiamate a sceglierle, nello sviluppare contraddizioni di sistema. Pur se impopolare, dobbiamo dirci che, nel giudizio di un sistema ambientale precario, bisogno ripartire dalla triste verità per cui nessuno è assolto ma, tutti, dobbiamo sentirci responsabili di quanto ci accade, per aver compiuto, taciuto, non efficacemente contrastato o semplicemente non compreso quanto palesemente si andava consolidando contro il senso di Bene Comune ed a favore di ipotesi individuali. Per di più anche precarie nei redditi e nel tempo. Sullo specifico dell’incendio della Novolegno, affidiamo alle autorità competenti il giudizio sulle scelte migliori per la gestione dell’emergenza, la ricerca delle cause e, se ci fossero, per la punizione dei colpevoli. A noi, al Partito Democratico, pur restando la convinzione antropologica che le logiche dell’inerzia produttiva abbiano ancora una volta superato quelle della coerenza dei protocolli di sicurezza, spetta impegnarci, come già avevamo iniziare a fare con questa Segreteria, fuori dalle “passerelle presenzialiste” e dalle grida populiste, ad ascoltare i cittadini, le associazioni, i sindaci e pressare gli enti preposti perché, si razionalizzi, anche nella valle del sabato, una cultura europea del monitoraggio continuo, della intolleranza delle interpretazioni e del coinvolgimento costruttivo di tutti. E’ la nota del responsabile Ambiente e Comunità Mario Pagliaro . –