Otto marzo a Lioni, panchina rossa e teatro per raccontare il riscatto delle donne

Otto marzo a Lioni, panchina rossa e teatro per raccontare il riscatto delle donne

6 marzo 2017

L’8 marzo doppio appuntamento a Lioni (Avellino), organizzato da Comune e Consulta delle donne in collaborazione con l’I.I.S.S. Luigi Vanvitelli, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Alle ore 9,30 presso la stazione di Lioni (fermata autobus) sarà inaugurata la “Panchina Rossa”, realizzata dagli alunni del locale istituto superiore.

Alle ore 11,30 (riservata al “Vanvitelli”) e alle ore 18,30 (con ingresso gratuito) si terrà invece, presso il centro sociale in via Tiziano, alla presenza della presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio la rappresentazione teatrale dello spettacolo “Frida Kahlo” con Titti Nuzzolese e Peppe Romano, scritto e diretto da Mirko Di Martino, aiuto regia Angela Grimaldi.

“Abbiamo voluto dedicare un ampio spazio alle donne per non dimenticare le conquiste sociali, politiche ed economiche ottenute in tanti anni di lotte e di sacrifici, e anche per accendere i riflettori sulle discriminazioni e le violenze cui sono state e sono ancora oggetto, purtroppo, in tante aree del mondo”, dichiara la vice sindaco di Lioni e assessora alle Pari Opportunità Domenica Gallo.

“La panchina rossa è diventata un simbolo della battaglia contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Per questo motivo la Consulta, in collaborazione con il Comune di Lioni, ha pensato di aderire alla campagna di sensibilizzazione installando la panchina in un luogo molto frequentato quale la stazione degli autobus”, afferma Amy Soriano in rappresentanza dell’organismo.

“Oltre all’installazione della panchina, racconteremo attraverso una rappresentazione teatrale il percorso di emancipazione e di riscatto femminile – aggiunge l’assessore Gallo. – Siamo convinti che il territorio abbia bisogno di amministrazioni attente rispetto al tema dell’occupazione femminile e capaci di elaborare politiche di conciliazione lavoro-famiglia, trattando nuove metodologie di welfare, potenzialmente in grado di limitare il più possibile l’abbandono del posto di lavoro da parte di donne, e mamme, che non hanno sufficiente sostegno per gestire il nucleo familiare senza sacrificare la carriera”.