Ospedale Rummo, allarme Cisl: “Non è più un’eccellenza, si intervenga”

Ospedale Rummo, allarme Cisl: “Non è più un’eccellenza, si intervenga”

4 settembre 2018

Ospedale Rummo, la Cisl lancia l’allarme. “Da tempo si sta assistendo alla progressiva perdita di numerosi servizi che fino a qualche anno fa venivano erogati con grande gradimento degli utenti e degli operatori sanitari; l’Ospedale a tutti gli effetti poteva essere considerato un’eccellenza del territorio”.

Il segretario della Cisl IrpiniaSannio Mario Melchionna e il segretario della sezione Medici Pasquale Speranza denunciano “la carenza di personale sanitario ed amministrativo e la chiusura di sale operatorie e di servizi. Primari prestigiosi che chiedono trasferimenti ad altre strutture, insufficienti investimenti in tecnologie utili ad espletare i servizi delle varie unità operative, sono alcuni dei problemi che determinano un deterioramento dell’offerta di salute e che sono, a nostro avviso, frutto di politiche improvvide che continuano a “massacrare” le zone periferiche regionali, che sempre di più appaiono agli occhi di tutti figli di un Dio minore”.

“Il Nostro Ospedale sta diventando un malato terminale a causa di scelte gestionali improvvisate da parte di una dirigenza che non mostra un minimo di attenzione rispetto agli effetti devastanti che si sono prodotti con le decisioni assunte”.

“Cattiva gestione o esecuzione di mandati? E’ per questo motivo che la Cisl IrpiniaSannio chiede a gran voce, ed in tempi brevissimi, l’apertura di un tavolo tecnico per tentare di affrontare e trovare, attraverso un sereno e costruttivo confronto tra le parti, le soluzioni più idonee utili a determinare una riqualificazione della struttura ospedaliera del capoluogo per ritornare ad essere riferimento per tutta la provincia”.

“La popolazione merita di riavere il proprio centro di eccellenza qualificato, efficiente ed attivo ed in grado di
offrire soluzioni a chi è obbligato a rivolgervi per motivi di salute, e non costretta ad effettuare “viaggi della
speranza” per avere garantite prestazioni sanitarie indispensabili e salvavita”.