Opificio irregolare, scatta sequestro preventivo

9 novembre 2013

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Avellino, dell’area aziendale di un’impresa operante nel settore della produzione di prodotti ortofrutticoli surgelati. L’attività di indagine, condotta dai militari della Stazione di Atripalda e coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, era stata avviata nel mese di marzo 2013 a seguito di numerose segnalazioni circa l’emissione di un denso fumo maleodorante che rendeva irrespirabile l’aria. L’intervento dei Carabinieri, supportati dai militari del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, consentiva di accertare alcune iniziali irregolarità nello stoccaggio e nello smaltimento, a mezzo di una caldaia a biomasse, degli scarti derivanti dalla lavorazione dei prodotti. In quella sede i Carabinieri individuavano, altresì, uno sversamento illecito di acque reflue industriali direttamente nel vicino fiume Sabato senza il preventivo transito attraverso il depuratore.Approfondendo gli accertamenti investigativi la P.G. operante, acquisendo ed analizzando documentazioni tecniche e planimetrie, accertava che una gran parte degli ampliamenti che avevano interessato l’opificio nell’ultimo periodo, per il sostegno dei quali era prevista l’erogazione di finanziamenti pubblici, risultavano realizzati in quasi totale difformità dalle norme vigenti, ovvero in assenza dei prescritti titoli autorizzativi; in particolare, oltre alla realizzazione di opere edilizie difformi da quelle autorizzate, i Carabinieri accertavano la sussistenza della specifica circostanza aggravante rappresentata dall’aver agito, senza autorizzazione, in zona sismica, nonché sottoposta a vincolo paesaggistico in quanto rientrante nella cosiddetta fascia di rispetto del citato fiume Sabato.Il provvedimento oggetto deIl’odierna esecuzione, pur concedendo il Giudice la facoltà d’uso dell’opificio al fine di salvaguardare il livello occupazionale, fissa un punto fermo dal quale l’impresa dovrà necessariamente trarre le mosse per riallineare l’unità produttiva all’interno di quella via maestra tracciata dalle normative poste a tutela dell’ambiente e del paesaggio