Ode a Silvio: Gerardo Carmine Gargiulo precursore di Apicella

18 marzo 2011

Dimenticatevi l’inno ‘Meno male che Silvio c’è’, scordatevi il cantautore-menestrello napoletano Mariano Apicella. Il ‘precursore’ dei cantori delle gesta del Cavaliere è Gerardo Carmine Gargiulo, cantautore solofrano di nascita, avvocato di professione, celebre per ‘Una gita sul Po’ ma anche per aver involontariamente fatto da cornice melodica alla protesta delle tute blu di Mirafiori (“… me ne vado in Canadà”, ricordate?).
E’ il 1988 e Gargiulo – dopo l’exploit di “Una gita sul Po” finisce – finisce nel dimenticatoio fino al nuovo lampo di genio e alla stesura dell’ode ‘A Silvio’, dedicata a Silvio Berlusconi, allora presidente del Milan fresco scudettato.

LA CANZONE – Il brano è un tripudio kitch sin dalla copertina, dove vediamo solofrano Gargiulo con un nuovo look: sbarbato e vestito come un detective (praticamente irriconoscibile), immortalato proprio sotto il logo del biscione Fininvest. Sul lato B dell’album c’è ancora Gargiulo che mostra con orgoglio una maglietta del Milan sotto i suoi abiti civili.
La canzone ripercorre le tappe fondamentali di un uomo “… che si è fatto da solo”, e pur squattrinato ebbe “nel ’75 la grande intuizione, quando comprasti la tua prima televisione”; poi fu costretto a combattere contro “… un pretore” intento a volerlo “… oscurare”.
La canzone raggiunge il suo climax quando il cantante dice che Silvio è, non solo il suo idolo, ma anche il modello da imitare, invitandolo infine a suonare in una jam sassion con lui e Ruud Gullit (“… Tu sei il mio modello da imitare”).
Per sfortuna di Gargiulo, il Cavaliere non ebbe modo a quei tempi di apprezzare il lavoro fatto dall’artista. O forse non era giunto ancora il tempo degli Apicella.