Occhio alla truffa dello specchietto: ancora una vittima ad Avellino. Come difendersi

Occhio alla truffa dello specchietto: ancora una vittima ad Avellino. Come difendersi

22 settembre 2016

Occhio alla truffa con lo specchietto ad Avellino, ovvero la truffa più utilizzata sulle strade per spillare euro agli automobilisti inducendoli a pagare una somma per riparare al danno causato all’auto del truffatore, anche se in realtà la rottura delle specchietto non è mai avvenuta.

Si tratta di un trucco assai semplice che consiste nel far credere all’automobilista che la sua macchina, abbia involontariamente urtato il retrovisore dell’auto di chi sta mettendo in atto la truffa.

OCCHIO ALLA TRUFFA – L’ultimo episodio è stato denunciato non più di 24 ore fa da un giovane irpino che in transito sulla Variante è rimasto vittima della truffa.

Il giovane, che ha subito denunciato l’accaduto ai Carabinieri (compresa la descrizione di una Golf di colore bianco in uso al presunto truffatore, ndr), ha raccontato l’ormai classico ed infausto copione che si ripete (nel caso delle vittime) in simili circostanze.

Prima il rumore di un colpo secco molto forte sulla propria carrozzeria, di solito sulla fiancata, (provocato in realtà da una pallina, un bastone e nel caso del giovane irpino da una pietra lanciata con una fionda, ndr) dando l’illusione di un urto immediato.

Subito dopo entrano in scena i lampeggianti e l’auto che vi intima di fermarvi. A questo punto comincerà la pantomima del truffatore che, sostenendo che gli è stato rotto lo specchietto, indicando il suo retrovisore chiaramente già danneggiato, convincerà il malcapitato ad un esborso di 100 o 200 euro senza mettere di mezzo assicurazione o vigili, magari anche con l’aiuto di “un compare”, pronto a testimoniare che è andata proprio così.

A questo la vittima paga, convinto di aver recato un danno, o per paura che dalla truffa si passi alla rissa.

Nel caso del giovane irpino, il malcapitato è stato “costretto” a sborsare 150 euro.

COME DIFENDERSI – La regola numero uno se vi trovate vittime di simili segnali quali colpo, lampeggianti, uomo minaccioso che chiede di accostare è quella di non fermarsi e di chiamare subito le forze dell’ordine restando all’interno della vostra auto.

In ogni caso, non basta intuire l’inganno, occorre conoscerlo (all’uopo, restano utili le campagne informative di Carabinieri e Polizia oltre quelle delle varie associazioni dei consumatori, ndr) perché il minimo dubbio che davvero si sia verificato un tamponamento è sempre dietro l’angolo.