Obesità infantile in Italia: al Centro-Sud le regioni con record bambini sovrappeso

Obesità infantile in Italia: al Centro-Sud le regioni con record bambini sovrappeso

8 febbraio 2016

Una delle problematiche sempre molto attuali riguarda le abitudini alimentari dei bambini. Si parla spesso di cibi e bevande troppo zuccherate, di un consumo eccessivo di alimenti grassi, di una dieta orientata alle grandi quantità piuttosto che alla qualità.

L’obesità infantile rappresenta, soprattutto per i Paesi industrializzati, un’emergenza sanitaria. E purtroppo l’Italia continua a detenere il primato negativo europeo di bambini e adolescenti con un peso eccessivo. Nonostante leggere diminuzioni del fenomeno rispetto al passato, in base alle statistiche i bambini italiani in sovrappeso hanno raggiunto quota 20,9% e quelli obesi 9,8%.

Da un’indagine di Altroconsumo su ventimila famiglie italiane con figli al di sotto dei dieci anni, a battere i record sono le regioni del Sud e del Centro, con il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso o obesi (già tre anni fa il Ministero aveva evidenziato come il 32,3% degli alunni delle elementari avesse  problemi di sovrappeso con record del 40% in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia). Questo eccesso di peso, oltre a problemi di tipo medico, può determinare nel bambino e nell’adolescente anche gravi problematiche dal punto di vista fisico e psicologico.

Dai dati emerge che sono spesso proprio i genitori a sottostimare il peso dei figli. Solo il 17% infatti li vede in sovrappeso, mentre la maggioranza di essi (98%) non ritiene il grasso in eccesso un problema medico.

Tra i motivi scatenanti la tendenza a prendere peso la ricerca evidenzia come abitudini quali guardare troppa televisione e fare poca attività fisica si dimostrino molto negative. Si è stimato che i bambini trascorrano circa due ore ogni giorno davanti alla tv, tempo che cresce durante il fine settimana. A questo si aggiungono le ore passate sui banchi di scuola, mentre allo stesso tempo diminuiscono le ore di attività fisica, movimento e giochi all’aria aperta, che occupano uno spazio piuttosto marginale nella quotidianità.

Anche nelle abitudini alimentari si riscontrano alcuni errori, a partire dalla durata dell’allattamento. Il 52% dei genitori intervistati infatti ha dichiarato che il figlio è stato allattato meno di sei mesi, mentre le linee guida sostengono l’allattamento al seno almeno fino all’anno di età, proprio come fattore di prevenzione dell’obesità infantile.

Ma il quadro generale fa emergere che ci sono anche famiglie che conducono sane e corrette abitudini alimentari, utili da prendere a esempio. Tra queste: disporre sempre in casa di cibi salutari (79%); vietare ai più piccoli di mangiare davanti a tv o videogiochi (67%); evitare di portare il cibo in camera (89%) o coinvolgere i propri figli nella preparazione dei pasti (35%).