Nusco /Dopo un mese di agonia, si è spenta Carmelina Natale

24 maggio 2005

Nusco – Dopo un mese e dieci giorni il cuore di Carmelina Natale ha smesso di pulsare. La 79enne, ricoverata in un letto del Reparto di Rianimazione del “Moscati” dalla sera del 14 aprile scorso, ha lottato fino all’ultimo istante della sua vita e a niente sono valsi i tentativi dei medici avellinesi per strapparla alla morte. Una tragedia nella tragedia. Due vite spezzate ad opera della stessa mano omicida. Un dramma quale epilogo di numerosi maltrattamenti tra le mura domestiche che, fino al 14 aprile, si erano risolti con l’arresto dell’aggressore: era il 21 febbraio scorso quando, in località Fontana a Nusco, a porre fine all’omertà domestica furono il figlio e la nuora di Carmelina Natale. Spaventati dalle urla provenienti dall’abitazione degli anziani coniugi, accorsero in casa. Aperta la porta il primogenito si trovò davanti ad uno “spettacolo” raccapricciante: il padre, Andrea Natale classe 1928, che prendeva a bastonate la madre. Cercò, con l’aiuto della giovane compagna, di fermarlo… ma ogni tentativo fu inutile. La furia con la quale si era scatenato contro la sua vittima era irrefrenabile. Percosse e minacce scaturite da motivi futili, impensabili: bastava che il 77enne non trovasse una camicia per andare su tutte le furie e sfogare la sua rabbia contro la moglie. Vere e proprie violenze che hanno costretto, più volte, la 79enne a ricorrere alle cure mediche del “Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi. Ad accompagnarla al Pronto Soccorso, lo stesso aggressore che, dopo le cure del caso, costringeva la donna a dichiarare di essere stata vittima di un incidente domestico. Ma la mattina di quel 21 febbraio, dopo l’ennesima aggressione, fu il figlio a denunciare il padre che finì in manette. Dopo due giorni, il Gip del Tribunale santangiolese rimise in libertà l’anziano fissando per il 18 aprile la convalida degli arresti. Andrea Natale, uscito da galera, è ritornato nell’abitazione coniugale ed il 14 aprile la tragedia preannunciata. Da una prima ricostruzione fatta dagli uomini del Capitano Mirante, la mattina alla porta dei Natale ha bussato un ufficiale giudiziario per notificare al 77enne l’udienza di convalida: l’anziano, presumibilmente, cosciente di correre il serio rischio di ritornare in galera ha impugnato un’ascia e si è scagliato contro la moglie. Due sono stati i colpi inferti a Carmelina all’altezza del cranio che hanno provocato la fuoriuscita di materia celebrale. Un’aggressione con il chiaro intento di “punire per sempre” la compagna di una vita: mentre la donna si era accasciata sul pavimento in una pozza di sangue, Andrea, abbandonata l’arma del delitto, esce di casa. Dopo aver percorso circa 300 metri, l’uomo si è legato ad un albero con una corda al collo ponendo fine alla sua esistenza. Intanto, la donna nonostante la gravità delle ferite, è riuscita a chiedere aiuto: in casa sono accorsi il figlio e la nuora che hanno immediatamente allertato il 118 ed i Carabinieri. Giunti sul posto, insieme al Pm Polito e al medico legale, per Andrea non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Dopo le prime cure del caso, la vittima è stata trasportata al “Criscuoli” ma, per la gravità delle ferite, si è reso necessario il ricovero nel Reparto di Rianimazione del “Moscati”: in pochi istanti, dunque, una vita è stata spezzata mentre un’altra si è appena spenta.