Nuove accuse per il cinese che gestiva una casa d’appuntamenti

9 maggio 2008

Monteforte – Si aggrava la condizione del cittadino cinese che il 7 aprile scorso finì in manette con l’accusa di sfruttamento della prostituzione. L’uomo gestiva a Monteforte Irpino una casa d’appuntamenti costringendo due connazionali a prostituirsi. Nello stesso stabile del cinese anche due colombiane conducevano la stessa attività. Quando gli agenti di polizia irruppero nell’appartamento a luci rosse delle due donne, rinvennero e sequestrarono una cifra pari ad 8 mila euro. Sullo stesso piano scovarono anche l’appartamento del cinese utilizzato per gli stessi fini, in cui furono sequestrati 4 mila euro. L’uomo ad oggi è ancora sottoposto a detenzione ma le indagini hanno portato a nuovi risvolti. Il cinese, infatti, oltre a commettere il reato di sfruttamento della prostituzione è risultato essere colpevole anche della falsificazione di un permesso di soggiorno che avrebbe favorito il soggiorno in Italia di un connazionale. Non solo. L’uomo ha favorito l’accesso in Italia di altri connazionali contraffacendo i documenti di riconoscimento. Il cinese dovrà rispondere ora anche all’accusa di falso e favoreggiamento.


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