Novolegno: no al dissequestro. I sindacati chiamano il Prefetto

28 agosto 2014

A seguito del respingimento da parte della Procura di Avellino dell’istanza di dissequestro presentata dalla Novolegno di Montefredane, che aggrava ulteriormente la incertezza delle prospettive occupazionali dei circa 200 lavoratori ivi impegnati, le organizzazioni sindacali (Categoriali e Confederali di CGIL-CISL-UIL e UGL), unitamente alla RSU aziendale Novolegno e alla RSA Xilopach, hanno chiesto al Prefetto Carlo Sessa (che già ha avuto modo di trattare la vertenza) di convocare un nuovo incontro insieme all’azienda, all’Associazione degli Industriali di Avellino ed ai sindaci dei comuni a ridosso dello stabilimento, quelli di: Montefredane, Avellino, Prata Principato Ultra, Pratola Serra e di Manocalzati.
“Lo scopo – si legge in una nota dei sindacati – è quello di effettuare una discussione di merito della situazione aziendale a seguito delle note delicate vicende che hanno coinvolto l’azienda e le reali prospettive alla luce del rigetto della su menzionata istanza di dissequestro. Pur nel rispetto dell’operato della magistratura, la tensione tra i lavoratori rimane alta, sono in stato di agitazione dal mese di luglio e avevano confidato in una ripresa a regime già nel mese di agosto ed in questa prospettiva avevano sospeso anche le ferie, dopo tutti gli interventi di ripristino e di manutenzione a 360 gradi, di prescrizioni effettuate. Adesso è giunto il momento di fare il punto in maniera precisa di quale sarà il destino di questa realtà produttiva, insieme alle parti più significative con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente e la sicurezza, che non è disgiunta dalla salvaguardia dei livelli occupazionali. Pertanto si confida nella ben nota sensibilità del Prefetto, affinchè convochi l’incontro in tempi molto brevi”.