Novolegno, i lavoratori: sì alla Cig ma con precise garanzie

26 ottobre 2011

Montefredane – In attesa di un confronto con la proprietà presso la sede di Confindustria Avellino, da fissare nei prossimi giorni, sindacati e lavoratori della Novolegno hanno tenuto in mattinata un’assemblea per valutare insieme il da farsi. Dopo la richiesta di cassa integrazione straordinaria per circa 48 addetti su 125 da parte dei vertici della fabbrica di Pianodardine, dovuta soprattutto alla crisi che attraversa tanto il comparto edile quanto il mercato, i lavoratori hanno rinnovato il mandato ai rappresentanti sindacali.
Ai segretari provinciali di Fillea Cigl, Filca Cisl e Feneal Uil, Antonio Famiglietti, Mennato Magnolia e Carmine Piemonte, le maestranze hanno chiesto però di strappare ai vertici aziendali della Novolegno alcuni impegni precisi. Innanzitutto, laddove sia necessario intervenire con gli ammortizzatori sociali, la garanzia delle anticipazioni salariali e di una rotazione in grado di scongiurare la perdita di posti di lavoro. Quindi, data anche la presenza di ben cinque ditte esterne attive nello stabilimento, le maestranze hanno chiesto un impegno affinchè in presenza di commesse sia privilegiato l’impiego dei dipendenti dello stabilimento. Infine, dopo l’annuncio della proprietà di ridurre la produzione da 145mila metri cubi a circa 75mila all’anno, i lavoratori hanno chiesto precise garanzie sul futuro produttivo dell’impianto irpino.
“Lo scopo dell’assemblea -spiega Mennato Magnolia della Filca Cisl – è stato quello di socializzare con i lavoratori lo stato della trattativa, a tre incontri dopo la comunicazione dell’azienda, di voler fermare le due linee di produzione NL 1 e NL 3 per problemi legati alle ulteriori difficoltà di mercato a seguito dell’aggravarsi della crisi, con conseguente individuazione di n. 48 lavoratori eccedenti rispetto ai 125 attualmente in organico, e dell’evoluzione della discussione avutasi con particolare riferimento all’ultimo incontro di giovedì della settimana scorsa, dove l’azienda aveva manifestato alcune aperture a riguardo dell’utilizzo delle ditte esterne, all’analisi dell’organico relativamente ai reparti al quale si lega la rotazione tra i dipendenti. L’assemblea ha dato mandato di continuare il confronto in un prossimo incontro: ad un uso della cassa integrazione, se necessario, e tale da non gravare sempre sulle stesse persone, riducendo il numero dei lavoratori da collocare in cassa integrazione attraverso l’utilizzo delle ditte esterne al minimo indispensabile, in tal senso l’assemblea ha dato le dovute disponibilità all’uso flessibile nelle funzioni e nelle mansioni, a parità di salario; come pure il confronto dovrà dare le giuste risposte alla distribuzione equa dei sacrifici, attraverso la definizione dell’organigramma e la verifica della rotazione, in ogni reparto e dell’intercambiabilità possibile. Infine, la discussione dovrà dare riposte sull’anticipazione a fine mese ed un programma di qualificazione del personale ai fini di un utilizzo polivalente delle persone, in quanto questo insieme ad altri accorgimenti sulla sistemazione dei reparti e degli impianti diventano elementi indicativi di prospettiva dell’azienda”.