“Non sono razzista ma…”: i migranti e una parte degli irpini

“Non sono razzista ma…”: i migranti e una parte degli irpini

9 giugno 2016

Pasquale Manganiello -I sindaci della provincia irpina si mostrano dichiaratamente riottosi rispetto all’accoglienza diretta da parte dei Comuni dei migranti che arrivano e arriveranno nel nostro territorio. I continui appelli del Prefetto Carlo Sessa sono stati finora inascoltati con tavoli disertati e riunioni inconcludenti. E’ chiaro a tutti che se i sindaci sono, appunto, riottosi, lo sono essenzialmente perchè la maggioranza della popolazione “non gradisce” migranti nel proprio comune.

“Non sono razzista ma…”.

“Perchè non te li prendi a casa tua”.

Non si è ancora capito, in Irpinia ed in molte zone d’Italia, che il fenomeno dell’emigrazione di massa da territori caratterizzati da fame e guerre diventerà un fenomeno strutturale, con flussi che continueranno per molti anni. E’ qualcosa che, a quanto pare, non si può fermare e con cui bisogna fare i conti smettendola di mettere la polvere sotto il tappeto. Sembra superfluo scriverlo eppure molti, moltissimi ancora credono che i famigerati 35 euro al giorno destinati ai migranti nei centri di accoglienza entrino nelle tasche di questi ragazzi. I 35 euro al giorno, soldi nostri, vanno alle cooperative che gestiscono i migranti, i quali percepiscono soltanto 2,50 al giorno. Se glielo dici non ti credono. Sono loro che ti fottono il lavoro. E punto.

Se un pensionato italiano che ha vissuto la propria esistenza dedita al sacrificio è costretto a ramazzare nell’immondizia perchè 400 euro al mese non gli possono bastare è colpa dell’assistenzialismo offerto ai profughi e non del politico che incassa 12000 euro al mese fregandosene di tutto il resto o del pensionato d’oro che ne becca 40000 o di tutto lo schifo che la Magistratura ha portato alla luce, anni di ruberie, di furti di soldi pubblici, di vergogne inaudite.

E magari le stesse persone che puntano il dito contro questi ragazzi sono coloro che hanno i figli o i nipoti all’estero, figli e nipoti che di conseguenza “stanno rubando il lavoro” agli inglesi o ai tedeschi o agli olandesi perchè in Italia, quello sì, alla nostra generazione hanno deliberatamente rubato il futuro.

Tutto normale se non hai la pelle nera. Fare di tutta l’erba un fascio è un errore ma constatare che un’idea semplice, una decina di migranti per Comune, possa creare apprensione e proteste tra gli abitanti, come se fosse il male peggiore che ci possa capitare, fa davvero rabbrividire.

Visite specialistiche imprenotabili, pessimi servizi, disoccupazione ai livelli massimi, giovani costretti ad emigrare all’estero, mancanza di sicurezza, aziende che chiudono, vanno bene perchè “c’è la crisi”; migranti che scappano da fame e guerre e che, addirittura, potrebbero dare la possibilità di creare posti di lavoro sul territorio sono il diavolo.

Una deriva che si fa fatica a comprendere, in attesa del prossimo tavolo in Prefettura (disertato).