No del Codacons alla presenza di Chiara Ferragni a Sanremo: “Pronti a fare causa alla Rai”

No del Codacons alla presenza di Chiara Ferragni a Sanremo: “Pronti a fare causa alla Rai”

1 dicembre 2019

No assoluto del Codacons alla possibile partecipazione di Chiara Ferragni come valletta al prossimo Festival di Sanremo. Lo afferma l’associazione, dopo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore sulla stampa, secondo cui la nota influencer sarebbe stata scelta per affiancare Amadeus nel corso della manifestazione canora.

“Siamo pronti ad intentare una causa legale contro la Rai e ad impugnare dinanzi alla Corte dei Conti e alla Procura il contratto di ingaggio di Chiara Ferragni qualora sia confermato il suo ruolo a SANREMO – spiega il Codacons, associazione che per prima in Italia ha sollevato il problema della pubblicità occulta che viene fatta sui social network da vip e influencer vari, ottenendo anche l’intervento dell’Antitrust al riguardo – Si tratta di una scelta sbagliata per l’azienda, che dovrebbe individuare modelli più adatti all’interno di programmi diretti ad un vasto pubblico, costituito in prevalenza da giovani. Chiara Ferragni è stata infatti oggetto di numerose denunce alle autorità competenti per l’uso totalmente errato dei social network, con particolare riferimento all’utilizzo che la stessa fa su Instagram del proprio figlio, utilizzato a scopo commerciale per promuovere marchi e prodotti vari, in totale violazione delle norme vigenti che tutelano i minori e la loro privacy.

Tutto ciò, unitamente alle numerose polemiche che hanno coinvolto l’influencer – dai corsi di trucco a prezzi stellari allo pseudo-documentario infarcito di pubblicità, passando alle bacchettate che le ha rivolto l’Antitrust – rendono del tutto inopportuna una sua partecipazione a Sanremo.

Se la Rai confermerà la scelta della Ferragni, consentendo di portare nel servizio pubblico pubblicità vietate e speculazioni commerciali, il Codacons impugnara’ il contratto di ingaggio della Ferragni, rivolgendosi a Corte dei Conti e magistratura, e denuncerà l’azienda per concorso in eventuali reati”.