Moscati, ladri al Pronto Soccorso: rubata fede a donna intubata

Moscati, ladri al Pronto Soccorso: rubata fede a donna intubata

15 novembre 2018

Moscati, ladri al pronto soccorso: rubata fede ad una donna intubata. L’anziana signora era ricoverata al Pronto Soccorso del Moscati per un’ischemia: intubata e sotto sedativo, sarebbe stata avvicinata da un estraneo che le avrebbe strappato con forza la fede dal dito.

La manovra, non esattamente semplice e veloce, ha provocato una ferita al dito della donna, dalla quale sarebbe uscito sangue per tutta la notte.

Nessuno però si sarebbe accorto dell’accaduto. Solo il mattino seguente i familiari si sono resi conto dell’accaduto e sporto denuncia. Il colpevole dovrebbe essere un estraneo che, di notte, si sarebbe intrufolato nel Pronto Soccorso.

L’episodio conferma la situazione di assoluta emergenza in cui si trova da tempo il Pronto Soccorso di Avellino con il personale costretto ogni giorno agli straordinari per assistere il numero sempre più alto di pazienti che arriva al Moscati.

La struttura di Contrada Amoretta, dove si registrano 40mila accessu all’anno, è diventata nel tempo riferimento anche per Nola e diversi comuni della provincia di Napoli.

Il parametro di 3.5 posti letto ogni 1000 abitanti non aiuta, soprattutto nella gestione dei malati cronici. La capacità di accoglienza si è così progressivamente ridotta e i tempi di stazionamento in pronto soccorso si sono inevitabilmente allungati, con tutte le conseguenze del caso.

Al Moscati arrivano richieste da tutta la Campania e, in assenza di una medicina territoriale efficiente e ben organizzata, il pronto soccorso di Avellino è diventato il primo riferimento, anche per la gestione dei casi meno gravi. Senza contare che la mancanza di posti letto e di strutture di lungodegenza più in generale, tende ad allungare i tempi per le dimissioni.

Il nuovo direttore dell’Unità Operativa Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza Antonino Maffei ha avviato una nuova organizzazione interna che distingue, al momento dell’accesso, tra codici bianco e verde (assegnati ai pazienti non gravi) e quelli giallo e rosso che necessitano invece di terapie più urgenti. In questo modo si tenta di ottimizzare l’uso del personale (sempre carente), concentrando medici e infermieri soprattutto sui casi più urgenti.