Moscati, allarme sale operatorie della Cgil: “Subito un confronto”

Moscati, allarme sale operatorie della Cgil: “Subito un confronto”

18 giugno 2018

Moscati, la Cgil torna alla carica sul blocco operatorio-sala operatoria chirurgie. A tre mesi di distanza dalle prime richieste, il segretario della Funzione Pubblica, Marco D’Acunto, lancia nuovamente l’allarme.

Le priorità sono quelle già elencate lo scorso 22 marzo in una nota inviata alla Direzione Sanitaria ed alla Direzione Generale del Moscati. “Ogni mese il turno preventivo di lavoro firmato dalla Direzione Sanitaria e dai primari di Chirurgia Generale Oncologica, Neurochirurgia e Chirurgia d’urgenza e dal Sait, non viene reso visibile agli infermieri e viene loro comunicato dal referente con la dicitura “turno provvisorio”, nel quale non vengono rese note le sedute operatorie e la collocazione del personale”.

La Cgil sottolinea anche come “la Chirurgia d’Urgenza, che prevede sedute in elezione di urgenze procrastinabili con relativo personale dedicato, non utilizza a pieno il personale a disposizione lavorando, poi, nei giorni non previsti con il personale della Chirurgia d’Urgenza per effettuare gli stessi interventi collocando poi fuori dell’orario gli stessi interventi in lista nello stesso giorno utilizzando impropriamente il personale in servizio per le urgenze non differibili”.

La Funzione Pubblica, nella stessa nota, segnalava tempi di risveglio ed assistenza al paziente post-operatorio e sanificazione non adeguate, “oltre che il ritiro di emocomponenti nei giorni festivi e nei giorni periali dopo le 20 erano diventati impossibili, dato atto che il personale di guardia attiva era composto da un unico infermiere di sala ed una strumentista reperibile su chiamata. L’arrivo del paziente in sala operatoria avveniva senza preavviso e senza chiamata sul cellulare aziendale, dato atto che un solo infermiere era costretto a garantire la copertura delle urgenze di Urologia, Neurochirurgia, Chirurgia Generale Oncologica, Ortopedia, Breast Unit e Chirurgia d’Urgenza”.

Queste ed altre carenze in materia di distribuzione dei DPI, “come sosta nell’antisala dei pazienti in barella, modalità di invio delle liste operatorie al personale infermieristico, utilizzo di sale operatorie non schermate”, hanno costretto il sindacato a chiedere risposte urgenti, al fine di garantire prestazioni efficaci da parte del personale e servizi adeguati ai pazienti.

“Per tutta risposta, l’azienda ha convocato la Cgil dopo due settimane, ma la mattina dell’incontro lo stesso venne rinviato per assenza della Direzione Sanitaria. Da allora sulla questione è calato il silenzio nonostante le molteplici richieste di incontro da parte della Fp Cgil”, precisa D’Acunto.

In caso di ulteriori ritardi nella convocazione di un incontro, la Cgil è intenzionata a mettere in campo azioni conseguenti.