Morano: “Ecco la nuova idea di città. Rispondiamo così al patto di sopravvivenza degli avversari”

Morano: “Ecco la nuova idea di città. Rispondiamo così al patto di sopravvivenza degli avversari”

31 maggio 2018

Sabino Morano, candidato sindaco della coalizione di centrodestra, ha presentato oggi il ‘Nuovo corso’ della città e la strategia urbanistica che lo caratterizza.

Al suo fianco, questa mattina, presso il comitato elettorale, c’erano Pietro Foglia e l’on. Alessandro Cattaneo (Forza Italia).

“A differenza dei nostri avversari e, mi riferisco in special modo al gruppo di centrosinistra, emblema di un ‘patto per la sopravvivenza’ – ha precisato Morano – siamo scesi in campo per concretizzare e valorizzare una nuova idea di città che restituisca anzitutto dignità ai commercianti e che renda il nostro centro storico un borgo culturale.

Dobbiamo riappropriarci del nostro patrimonio storico – culturale che, in tutti questi anni, è stato ostacolato e letteralmente abbandonato. Vogliamo rispondere al deserto di questi anni – ha proseguito –  con progetti destinati al bene della città e degli avellinesi”.

Per Morano “una città più vivibile è possibile solo se si punta a gestire al meglio alcuni dei punti nevralgici del centro”.

Quattro sono i colori di riferimento (rosso, verde, giallo e blu) che caratterizzano un progetto che parte dal salotto buono, corso Vittorio Emanuele, e giunge fino al centro storico che – sempre secondo le ‘regole utili’ del nuovo corso di Morano –  andrebbe completamente pedonalizzato.

Ovviamente nel centro storico rientrano “oltre che il Duomo e la Torre dell’Orologio anche la Dogana e l’area che circonda il Castello. Proprio in questo punto si concentra il borgo culturale. Proprio qui la cultura, lo spettacolo e l’arte andrebbero a fondersi e a realizzare un vero e proprio polo strategico.”

Punti che, come evidenzia Morano “negli anni sono stati completamente abbandonati e divorati dal deserto di idee che ha caratterizzato i precedenti amministratori”.

Il nuovo corso punterebbe ad una gestione della viabilità e dei parcheggi regolata a seconda delle esigenze ed in modo estremamente versatile tramite dissuasori a scomparsa, per una sosta media/breve gratis, a vantaggio degli utenti e, sopratutto, delle attività commerciali. Necessaria poi l’individuazione delle aree di sosta medio/lunga a pagamento lungo la via del corso.

“Corso Vittorio Emanuele  – ha precisato il candidato sindaco – è l’amputazione di un circuito cittadino, non a caso, negli anni sono susseguite chiusure di molti esercizi commerciali e, anche il costo delle abitazioni in vendita, al di là della crisi, sono divenuti una gara al ribasso. Noi vogliamo restituire al corso la sua dignità commerciale e dare alla stessa di essere strada d’accesso alla città”

Per quanto riguarda la nuova ordinanza anti-smog e le limitazioni al traffico, Morano ribadisce che “è una follia. E sono sempre più convinto che le pedonalizzazioni selvagge sono una delle cause dell’aumento dell’inquinamento in città. Ecco, noi dovremmo invertire al tendenza. Questa città ha bisogno di una vivibilità razionale e modulare anche a seconda degli orari e delle esigenze. Bisogna riportare alla normalità una città è stata travolta dalla confusione rispetto alle impostazione delle strade e delle pedonalizzazioni.

Anche Pietro Foglia è intervenuto in conferenza stampa lodando il percorso amministrativo-politico dell’0n. Alessandro Cattaneo e dando pieno sostegno alle parole del candidato sindaco Morano.

“A dieci giorni dalle elezioni con una competizione che ci vede impegnati seriamente contro la coalizione della sopravvivenza noi proponiamo un gruppo di rinnovamento caratterizzato dalla presenza di idee innovative e giovani.

Fino ad oggi – ha precisato Foglia – la ‘mente dell’urbanistica’ di questa città ha creato solo disastri e basta come unico esempio il tunnel. Lavori in corso da undici anni. Un tunnel in cui non si vede ancora la luce.

Questo è solo un esempio, le opere incomplete in questa città sono molte e, sono sotto gli occhi di tutti. Che dire del  nostro patrimonio storico – culturale, come la Dogana ed il Castello, completamente abbandonate al loro destino. Non dimentichiamo il Teatro Gesualdo, fiore all’occhiello per la cultura avellinese ed ostacolato sempre dall’amministrazione uscente.

Ecco, in questa situazione così critica dobbiamo assicurare la vivibilità a questa città.
Nn è più tempo delle opere. Recuperiamo questo patrimonio pubblico abbandonato e, sopratutto dobbiamo valorizzare i giovani, creare delle opportunità per loro. Loro, la nostra unica e vera speranza”.