Montoro, la Grotta dell’Angelo riapre al pubblico per Pasquetta

Montoro, la Grotta dell’Angelo riapre al pubblico per Pasquetta

15 aprile 2019

La Grotta dell’Angelo a Montoro riapre al pubblico. La cavità naturale potrà essere di nuovo visitata il prossimo lunedì in Albis, ovvero il 22 aprile, giornata in cui è generalmente frequentata. La riapertura al pubblico è avvenuta con la celebrazione della messa serale nella giornata della Domenica delle Palme, la quale tradizionalmente segna l’apertura dei festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo alla frazione Preturo.

Sfortunatamente, lo scorso anno non si era potuto rispettare la longeva consuetudine, per via di massi pericolanti attorno alla grotta,che avevano reso assolutamente pericoloso percorrerla per tre volte nonché suonarne la campana, per ottenere, come da tradizione, la protezione di San Michele contro i problemi di parto e le malattie viscerali, usanza tramandata nei secoli da padre in figlio.

Dopo interventi sostanziali nelle zone circostanti, quali il rifacimento del manto stradale relativo alle vie di accesso, la messa in sicurezza ha riguardato diverse fasi piuttosto impegnative per gli operai impegnati nei lavori, come sottolineato dal parroco locale Don Enrico Giarletta.

Per questo motivo, il prelato e il comitato festa hanno sentitamente ringraziato l’amministrazione comunale, in particolare il primo cittadino Bianchino, per l’attenzione riservata a quanto ruota attorno alla venerazione di San
Michele. Di conseguenza, il comitato festa ha sentito la necessità di preparare una targa in omaggio degli organi istituzionali.

I lavori hanno riguardato la pulizia preliminare del costone roccioso, in prima battuta, e successivamente l’abbattimento dei piccoli volumi rocciosi in stato precario in maniera controllata.

Gli interventi non hanno avuto ad alcun impatto ambientale sostanziale sullo stato dei luoghi. Le parti oggetto dei lavori sono state consolidate, in seconda battuta, attraverso la posa di reti a doppia torsione armata, rinforzate poi da reticoli a rombo in forma di cavi d’acciaio.

Anche questa fase non ha condotto ad alcun impatto negativo per l’ambiente come quella  precedente, data la visibilità delle reti soltanto a distanza ravvicinata. In più, è stato favorito il consolidamento superficiale della pendice, poiché grazie al reticolo di funi è stata decisamente migliorata la capacità di trattenuta, propria delle reti.