Montoro I. – “Al ladro!”, ma aveva sperperato tutto al videopoker

16 marzo 2010

Montoro Inferiore – Per un 45enne di Montoro Inferiore le sirene delle macchinette dei videopoker avevano una melodia irresistibile, tanto da sperperare il danaro riservato al pagamento di luce e gas, simulando addirittura di essere stato depredato da due malviventi. E’ stato denunciato così un uomo originario di Montoro Inferiore ma da tempo residente a Fisciano, ritenuto responsabile di simulazione di reato.

I fatti risalgono allo scorso mese di gennaio quando il 45enne venne incaricato dalla moglie di recarsi presso l’ufficio postale per pagare alcune bollette, per una somma di circa 200 euro. Il 45enne, invece, decise di tentare la fortuna con dei videopoker, sperperando, nel giro di pochi minuti, l’intera somma. Non avendo il coraggio di affrontare la moglie, si recò dai carabinieri denunciando di essere stato rapinato da due giovani con volto travisato, armati di pistola e coltello, mentre stava passeggiando nei pressi della stazione ferroviaria. Sin da subito la versione dei fatti non convinse pienamente gli investigatori che decisero di controllare ogni dettaglio. Grazie alla visione dei filmati di alcune telecamere e all’esame di testimoni è stato appurato che l’uomo, nell’orario della rapina, era invece intento a giocare, con grande accanimento, con alcuni videopoker.

Per tale motivo è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Nel corso di successivi controlli, estesi a tutta la Valle dell’Irno, finalizzati al contrasto del gioco d’azzardo sono state denunciate sette persone, tra cui i proprietari di diversi bar e circoli di Mercato San Severino, Fisciano, Baronissi e Castel San Giorgio che avevano installato slot machine e videopoker illegali che consentivano vincite senza essere collegati al centro telematico del Ministero del Tesoro; inoltre nei locali non era esposta la tabella dei giochi vietati. Nei guai sono ovviamente finiti anche i rappresentanti legali delle ditte che hanno installato gli apparecchi elettronici “truccati” e gli incauti scommettitori sorpresi a giocare: per tutti l’accusa è favoreggiamento o partecipazione al gioco d’azzardo. Il valore dei videogiochi illegali sottoposti a sequestro è stato stimato in oltre 40mila euro.