Montefredane, D’Ambrosio: “Saranno abbattuti i pini di via Roma”

Montefredane, D’Ambrosio: “Saranno abbattuti i pini di via Roma”

12 giugno 2015

“I pini di Via Roma saranno abbattuti”. A darne notizia è il presidente dell’Associazione Briganti d’Irpinia, Antonio D’Ambrosio, che questa mattina ha preso parte alla conferenza dei servizi convocato dall’Amministrazione comunale di Montefredane.

 

Intorno allo stesso tavolo, presso la sede del municipio, il primo cittadino di Montefredane, Valentino Tropeano, i delegati della Provincia di Avellino, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, la Guardia Forestale, e la Direzione per le politiche agricole, ambientali e forestali della Regione Campania, ed infine il presidente dell’associazione ambientalista, Antonio D’Ambrosio, che dopo un primo momento in cui gli si voleva impedire di partecipare, si è proceduto alla verifica della norma, che gli ha consentito di prendere parte all’incontro.

 

“E’ stata assunta la decisione che evidentemente auspicava l’Amministrazione comunale, avendo indetto la conferenza dei servizi proprio con l’obiettivo di verificare la possibilità di procedere all’abbattimento dei pini di via Roma. Prendiamo atto che il delegato della provincia di Avellino ha chiesto l’abbattimento degli alti fusti in quanto pregiudicano la sicurezza della circolazione stradale e dei cittadini. Era questo il risultato che si voleva raggiungere?”, si chiede il presidente dell’Associazione ambientalista che aggiunge: “Siamo convinti che un’accurata potatura e la raccolta delle pigne, attraverso il ricorso ad un camion dotato di cestello, avrebbe consentito agli alberi di rimanere al loro posto, evitando di deturpare l’immagine e la storia del nostro paese”.

 

Il presidente D’Ambrosio annuncia battaglia: “Non lasceremo che si proceda all’abbattimento senza un ulteriore approfondimento tecnico. Quei pini hanno un significato ed un valore simbolico, furono piantati in onore dei caduti in guerra, ci dispiace che tale aspetto non sia nè ricordato né difeso dalla Pro Loco”.