Montanile: “Bisogna stare insieme per la città non per… il potere”

31 luglio 2006

Avellino – ‘Rendere conto della gestione’ è esplicitare in termini chiari le linee di programma condotte e fornire informazioni dettagliate sulla situazione economica-finanziaria dell’ente Comune: da qui parte la presa d’atto di Carmine Montanile, in quota An, presidente della Commissione Bilancio del Comune di Avellino, che nel corso di una conferenza stampa, ha tracciato in maniera dettagliata la situazione in cui versa l’ente di Piazza del Popolo. A partire dall’avanzo di gestione. “Il nostro assessore al Bilancio Sergio Barile, ci insegnò che la gestione di un Ente è corretta e sicuramente efficiente quando non ha né avanzo né disavanzo. Ora ci troviamo disorientati e fortemente perplessi rispetto a quanto apprendiamo oggi dall’ esame del consuntivo che documenta un avanzo di amministrazione praticamente raddoppiato rispetto a quello del 2004”. Insomma, “non sappiamo cosa pensare…Il raddoppio dell’avanzo di amministrazione che si è avuto, essendo assessore Barile, va ascritto pienamente alla sua opera, nel bene o nel male, poiché il rendiconto 2004 era solo per metà di competenza di quest’amministrazione, provenendo l’attività finanziaria per l’altra metà, dalla gestione commissariale”. Da qui l’interrogativo: come può giustificare la sua gestione finanziaria rispetto a quanto precedentemente dichiarato a proposito del consuntivo 2004? Se l’attacco a Barile apre le danze non viene risparmiato neanche lo spunto di una “… struttura amministrativa che continua a non funzionare, nonostante gli sforzi, perché rimane ancora un’amministrazione chiusa, confusa, senza controllo”. La struttura amministrativa non funziona a parere di An, “… perché non siete stati capaci di rompere i fortini dei settori comunali chiusi in sé stessi, non per incapacità al dialogo ma perché ogni fortino rappresenta una stazione di sosta di ogni atto amministrativo che è come un orticello ben coltivato e protetto dal titolare di turno che è debitore di ben identificabili forze politiche in grado di condizionarne le scelte e quindi le risposte”. Ma accanto a questo vi è un altro motivo: “I programmi non si realizzano perché il tempo e le energie della maggioranza sono completamente assorbite dalla necessità di rincorrervi continuamente per soddisfare aspirazioni e smanie di potere che, è storia, hanno caratterizzato l’ultimo biennio amministrativo”. Ed i risultati? “Sono sotto gli occhi di tutti: si va dall’irrisolto problema del Mercatone all’incompiuto piano traffico, al monco programma della gestione della sosta a pagamento in città, con tutte le incertezze che si trascina, al Teatro, alla questione dell’Ato, dell’Asa e del Cosmari al problema del mancato avvio della raccolta differenziata, muovendosi attraverso il dilemma dei tunnel, delle torri, dei viadotti e delle strade-parco, per passare dalla città giardino alle residenze con giardino, non dimenticando di dover ‘aggiustare le mattonelle per il Corso’, e di sistemare definitivamente gli extra comunitari”. Insomma, An dice la sua e apre la sfida: “Bisogna stare insieme per la città, non per il potere”.