Monito dell’Ekoclub: “Salvate il più antico borgo della città”

20 aprile 2009

Avellino – Non sono bastate le varie richieste dei gruppi di cittadini e quelle di rappresentanti di partiti politici a modificare la posizione del Consiglio Comunale di Avellino in merito alla salvaguardia del Borgo Medievale di Corso Umberto.
Oggetto della ‘disputa’, la parte più antica della città, quella che dal semaforo dell’ex Caserma dei vigili urbani di largo S. Spirito, prosegue per corso Umberto I, a ridosso della casina del Principe. Le stradine di accesso al “Borgo Medioevale”, via Gradelle e via Tintiere sono soltanto due toponimi di cui anticamente la parte più vecchia di questo borgo era dotato con lo svolgersi delle attività e dei mestieri che il borgo produceva. “I piani di valorizzazione dell’area – ha spiegato l’Ekoclub – dovrebbero essere interessati alla riqualificazione e non allo stravolgimento di quel borgo con lavori mirati a far crescere quei luoghi dimenticati che dovrebbero essere il biglietto d’ingresso alla Città di Avellino in quanto, con la rivalutazione del castello e della Casina del Principe, non si può trascurare in alcun modo ciò che esiste nella stessa strada. Occorre che l’Amministrazione chieda lo stanziamento di appropriate risorse economiche attraverso le quali salvare i Borghi antichi. Il restauro dei beni di immenso valore storico-culturale riporterà la definitiva fruibilità e percorribilità di un circuito antico ed unico con la fruizione integrale delle abitazioni ivi collocate che potranno anche fungere da ‘case per lo studente’ dopo il completamento del restauro del convento (ex comanda dei vigili urbani) la cui destinazione a polo universitario sarebbe una lungimirante soluzione. La realizzazione, così, di un sistema turistico locale e la riqualificazione urbana e sociale dell’area più antica di Avellino, potrebbero essere un percorso alla nostra antichità ed ai mestieri e commerci delle attività del popolo del Castello. Il profilo storico della nostra città e della sua cultura nelle intese istituzionali di programma di recupero già avviate può portare ad avere un posto di rilievo nella storia di questo Comune e nella salvaguardia degli interessi di una popolazione radicata nella parte più antica e più remota della nostra città”.