Mister Vullo: “Il mio cuore è biancoverde”

18 giugno 2005

Ormai mancano poche ore per il fischio d’inizio. La città si è già vestita di biancoverde. E’ tutto pronto per la coreografia “montata” per il grande appuntamento delle ore 16 dal dodicesimo uomo. C’è grande attesa. Tanti i pronostici ma la verità si saprà solo al novantesimo minuto quando la terna arbitrale, guidata da Marelli di Como, decreterà l’ascesa alla Serie B per una delle due. Sul derby Avellino-Napoli abbiamo intervistato il fautore della promozione in B dei Lupi, correva la stagione 2002-2003, Salvatore Vullo.
E’ iniziato il conto alla rovescia. Mister crede che con il pareggio al “San Paolo”, gli undici di Oddo abbiano fatto un altro passo verso la B?
“Un passettino, senza dubbio, è stata fatto. Ma non basta in quanto il regolamento è fin troppo chiaro: è vero che l’Avellino nel corso del campionato ha incassato, negli scontri diretti, quattro punti sui sei a disposizione ed è anche pur vero che si è posizionata meglio (al secondo posto) rispetto alla squadra di mister Reja. Ma è ancora tutto in bilico. Non dobbiamo dimenticarci che al Napoli basta segnare un solo goal e vincere per scavalcare i Lupi ed approdare in B”.
I giochi, dunque, sono ancora aperti?
“Ebbene sì! La tensione che si registra negli spogliatoi ne è la prova…”.
Il Napoli, quando avrà varcato la soglia del rettangolo di gioco, cosa dovrà temere dei Lupi?
“Non deve abbassare la guardia. Deve essere concentrato sia dal punto di vista psicologico sia dell’agonismo. I biancoazzurri sono coscienti che vincere il derby è fondamentale. E’ ovvio che saranno più tesi dell’Avellino. Sicuramente Reja li inciterà al gioco d’attacco: basterà violare per una sola volta la porta difesa da Cecere per mettere al sicuro la vittoria”.
E i Lupi?
“L’Avellino ha due certezze: i due risultati su tre ottenuti nella regolar season ed il secondo posto. Sicurezze sì ma sulle quali gli undici di mister Oddo non possono e non devono cullarsi. Reja cercherà di fare scacco matto con il trio Pià-Capparella-Sosa: un terzetto temibile. Ma è pur vero che l’assenza di Fontana, uomo di regia, non passerà inosservata anche con la sostituzione di Consonni. Quest’ultimo ha caratteristiche simili a Fontana, come pure Corrent ma sono due giocatori non da ultimo passaggio. Insomma, per stare tranquilli e non azzardare troppo, ai Lupi non resta che bloccarli”.
Cosa dovrà fare l’Avellino per far suo il derby?
“Concentrazione e saper sfruttare gli spazi lasciati scoperti dagli avversari. Al Napoli, invece, non resta che andare all’attacco. Devo, però, essere onesto: sia i biancoazzurri sia i Lupi meriterebbero la B e sarà la voglia di vincere degli uni a prevalere sugli altri”.
Quale sarà il ruolo dei supporters?
“I tifosi avellinesi non molleranno. Non lo hanno mai fatto anche quando inscenano contestazioni. Quando non va giù qualcosa non fanno nulla per mascherarlo ma è sempre stata una protesta all’insegna della civiltà. I supporters da sempre rappresentano il dodicesimo uomo. I successi dei biancoverdi sono arrivati anche grazie all’incitazione e all’ovazione dei tifosi. Una squadra non vincerebbe senza il coraggio che si innalza dalla Curva”.
Lei ha disputato diversi derby. Quale ricorda in maniera particolare?
“Da giocatore le notturne di Torino-Juve, oppure Genoa-Sampodoria per non parlare del derby Napoli-Avellino ai tempi di Maradona. Da allenatore nessuno in particolare”.
Lei è stato fautore dell’ascesa in B dell’Avellino, allo Stadio “Scida” di Crotone, dopo sette anni nell’inferno della C. Cosa ricorda di quell’11 maggio 2003?
“E’ stato un campionato in sordina. Ero stato chiamato per la salvezza e, sinceramente, non credevo di riuscire a fare il salto di qualità ma in cuor mio la speranza era viva. E’ stata un’avventura ricca di emozioni, di sofferenze e non sono state poche le difficoltà che con la squadra abbiamo dovuto superare. L’arrivo, in prestito, di giocatori del calibro di Marra, Cecere, Molino, è stato determinante. E’ stato un terzetto trascinante. Per non parlare di Capparella e Biancolino in sostituzione dei ‘fuggitivi’ Diè e Pellicori. E poi la vittoria con il goal di Marra. Il ritorno in città ‘scortati’ dalla tifoseria. E la festa in Piazza Libertà. Una giornata davvero indimenticabile”.
Mister Vullo sarà al “Partenio”?
“Spero di sì. Farò di tutto per non perdere il derby”.
Per chi tiferà?
“Professionalmente, come ho già detto, sia il Napoli sia l’Avellino meriterebbero la B ma… il mio cuore è biancoverde! Forza Lupi!”(Di Emiliana Bolino)