Mirabella Eclano /I Misteri di cartapesta: un tesoro da ‘riscoprire’. Presto saranno allestiti nell’antico Convento di San Francesco

3 aprile 2005

Mirabella Eclano – I Misteri di Cartapesta, una delle maggiori attrattive del comune eclanese, torneranno presto nel Convento di San Francesco. Nati nella chiesa di San Sebastiano, dopo il terremoto del 1980 trovarono una provvisoria collocazione presso la chiesa dell’Annunziata, adibita, oggi, ad Auditorium cittadino. Così il Convento, datato 1222 ed ora rimodernato, riospiterà dopo lunghi anni un tesoro da tempo caduto in ombra. I Misteri sono gruppi di statue – circa settanta- in cartapesta, di altezza poco inferiore a quella umana, rappresentanti la vita e la passione di Cristo, realizzate dall’artista Antonio Russo, nato a Mirabella nel 1836 e morto nel 1914. L’opera, la più significativa e importante di Antonio Russo, gli fu commissionata intorno al 1870 ed ultimata nel 1875. L’artista realizzò le statue nel periodo più travagliato della sua vita, che volle paragonare al calvario di Gesù fatto di ingiustizie, maltrattamenti e sofferenze. I personaggi sono circa una settantina, alcuni dei quali hanno il volto e i vestiti di cittadini di Mirabella vissuti all’epoca dell’autore, e che egli collocò nei vari tavolati a seconda dei propri pregi o difetti, con lo scopo di elogiarli o di vendicarsi di alcuni torti subiti. Uno di questi personaggi è collocato nel tavolato della spoliazione di Gesù. Infatti, secondo il Vangelo, a spogliare il Salvatore sul Calvario furono solo i soldati del picchetto armato comandati da un centurione; invece, il Russo, sul lato destro, collocò un uomo vestito con giaccone e beretta. Quest’uomo era un usuraio, molto conosciuto a Mirabella, al quale l’artista si era rivolto in un momento di particolare bisogno. L’usuraio, stanco di aspettare la restituzione del denaro con gli interessi, denunciò il Russo al giudice, che lo condannò. L’artista pensò,così, di vendicarsi immortalando l’usuraio nei panni dell’uomo che spoglia Gesù senza compassione per le sue pene. L’artista fu, inoltre, ispirato dal dolce viso della moglie per ritrarre la Madonna, mentre quello della madre gli ispirò il volto sofferente dell’Addolorata. Il Russo, per la scelta dei personaggi, si rifece alle 14 stazioni della Via Crucis esposte nelle chiese e aggiunse di propria iniziativa il gruppo dell’ultima cena e quello dell’orto degli olivi o Getsemani. In questi tavolati l’artista ha voluto mettere in evidenza che Cristo non è stato crocifisso per la prepotenza del potere politico-religioso o per l’opposizione del popolo, ma solo per il tradimento di Giuda. Il Russo, per eseguire le sue opere, si attenne ai fatti enunciati nel Vangelo, cosa che non potè fare per i costumi, per i quali si servì di illustrazioni devozionali, riportate da immaginette che si stampavano a Napoli e dispensate nelle chiese in occasione delle feste. I Misteri o Tavolati di Mirabella comprendono 16 quadri, che raccolgono tutto il racconto della Passione; in occasione del venerdì Santo, verso la fine degli anni venti, venivano esposti nella piazza di Mirabella in un lato a loro riservato. Nel pomeriggio si svolgeva una sfilata con i tavolati dei Misteri posti davanti ai fedeli, mentre un prete recitava un sermone relativo alla scena che essi rappresentavano. Da qualche decennio, ormai, i tavolati non vengono più riportati in piazza il venerdì Santo ma presto torneranno nella loro originaria dimora.