Mirabella Eclano – Donazione degli organi: come salvare una vita

11 marzo 2006

Mirabella Eclano – La donazione degli organi come atto di amore verso il prossimo. Ormai sono milioni gli italiani che offrono cellule e tessuti per il progresso medico, ma soprattutto per salvare vite umane. Perché donare. Perché prelevando organi e tessuti da una persona deceduta è possibile salvare la vita a qualcun altro o rendere migliore l’esistenza di malati afflitti da patologie gravemente invalidanti. Spesso la nostra mentalità non ammette un simile gesto d’altruismo, ritenendo il trapianto una possibilità estranea alla nostra vita. Ognuno di noi potrebbe un giorno avere bisogno di essere curato. Ognuno di noi può scegliere oggi di essere donatore di organi. E’ possibile donare sia organi che tessuti. in chirurgia, sono richiesti e maggiormente soggetti ad attacchi patologici cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino e tessuti quali pelle, ossa, tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni. Tutti siamo potenziali donatori, ma diventiamo tali solo nel momento in cui il nostro cervello ha perso la capacità di funzionare a causa di lesioni irreversibili provocate da emorragie, traumi cranici, aneurismi etc. E’ lo stato che viene definito “morte encefalica”: il cervello non è più in grado di inviare messaggi al resto del corpo per farlo funzionare. Per tutte queste motivazioni, il prossimo 18 marzo presso l’auditorium dell’Annunziata di Mirabella Eclano, in collaborazione con la Provincia di Avellino e l’amministrazione comunale, esperti del settore medico e religioso terranno un confronto aperto sui vantaggi della donazione degli organi, sciogliendo ai partecipanti ogni perplessità o dubbio. Sarà Pasquale Morella, presidente della Pubblica Assistenza di Mirabella ad introdurre i lavori relazionando su come abbattere le paure e basare la propria vita sulla cultura della donazione. Si parlerà, ancora, della morte encefalica, ovvero del momento in cui dal paziente in prognosi terminale si possono esportare gli organi. Ad esporre su questo particolare e delicato argomento sarà il dottor Bonaguria del nosocomio Cardarelli di Napoli. Sul ruolo dell’informazione mediale e della comunicazione medica interverrà il giornalista Antonio Caggiano conduttore della trasmissione Rai ‘Telecamere’. Infine sulle metodologie religiose ed etiche e sulle conseguenze morali derivanti dalla donazione, presenterà, dal punto di vista prettamente della Chiesa, il già vescovo di Avellino, monsignor Antonio Forte. Le conclusioni saranno affidate al presidente provinciale dell’Aido, Vuoto, e dalla coordinatrice locale per la donazione degli organi dell’Asl Av1, Rosaria Parenti.