Sequestrati centri di accoglienza in provincia di Avellino, l’appello al prefetto Sessa

Sequestrati centri di accoglienza in provincia di Avellino, l’appello al prefetto Sessa

22 febbraio 2016

La situazione creatasi a seguito del sequestro di sette centri di accoglienza per richiedenti protezione internazionale della provincia di Avellino, disposto dalla Procura della Repubblica in virtù di quanto riscontrato nel corso di accertamenti all’interno delle strutture in questione, non è più sostenibile.

L’incertezza che grava sul futuro dei giovani migranti,  che per mesi sono stati sui nostri territori e che non possono passare dai gommoni agli “autobus della disperazione” senza sapere quale sarà il destino, così come la necessità di garantire l’equilibrio e la serenità delle comunità territoriali interessate dalla vicenda rendono necessaria la definizione di una soluzione duratura, organica e quanto più possibile condivisa per una ricomposizione dell’attuale emergenza e per evitare il riproporsi di analoghe situazioni in futuro.

Serve, cioè, concertare una strategia complessiva di gestione dell’accoglienza dei flussi, che continueranno senza dubbio ad interessare l’Irpinia, superando la logica della straordinarietà per definire un approccio organico alla questione. È un passaggio necessario al fine di tutelare la dignità e i diritti fondamentali dei migranti ma anche per salvaguardare i risultati dei processi, avviati di volta in volta, per la loro integrazione e che toccano da vicino le stesse comunità ospitanti. Perché l’integrazione abbia successo, infatti, è assolutamente necessario garantire dinamiche di scambio e di confronto stabili e continuative tra migranti e cittadinanza.

Un processo che ha nella Prefettura la sua naturale cabina di regia e che deve essere coordinato dal rappresentante territoriale di Governo. Pertanto chiediamo al Prefetto di Avellino, dott. Carlo  Sessa:

  • di predisporre una deroga per consentire l’utilizzo delle strutture poste sotto sequestro, come alternativa all’ipotesi di trasferimento, fintanto che non sarà individuata una soluzione definitiva.
  • Soluzione che dovrebbe essere individuata grazie al tavolo di concertazione, convocato per il prossimo 25 febbraio, e al quale auspichiamo la più ampia partecipazione di rappresentanti politici ed istituzionali, a partire dai Sindaci dei Comuni irpini, e delle parti sociali, sindacati ed associazioni, interessati e in condizione di potare un contributo fattivo alla positiva risoluzione della vicenda. Fino ad allora, tuttavia, chiediamo la sospensione delle procedure di trasferimento, nell’intento di evitare ai giovani dei centri interessati il trauma di un provvedimento che ha le sembianze di una deportazione. Una prova di umanità che potrebbe rappresentare un primo passo verso la normalizzazione della situazione per il superamento delle tensioni createsi, dando prova della capacità di accoglienza di questa provincia, mortificata dai fatti di queste ultime settimane.

Auspichiamo che il sig. Prefetto, in quanto istanza del Governo nazionale più prossima ai bisogni delle comunità locali, possa accogliere questo nostro appello. È una battaglia di civiltà ed umanità che riguarda tutti, a tutela dell’interesse e del bene comune e dei diritti di ciascuno: migranti e cittadini.

“Comunità Accogliente”-Mercogliano

La Salamandra- Ospedaletto

Don Vitaliano Della Sala

“Centrodonna”

Associazione “Castellarte”

Comitato”Il diritto di avere diritti”

Coordinamento regionale e Provinciale ANCESCAO

Associazione culturale “Fenestrelle”

A.S.D.  Mercogliano 2012

La casa sulla roccia

Irpinia Altruista

CGIL di  AVELLINO

Libera di Avellino

UISP di Avellino

Osservatorio delle politiche sociali Università di Salerno

SIMM- società italiana medicina Immigrazioni