Mezzogiorno, welfare e sviluppo: le priorità del sindacato

Mezzogiorno, welfare e sviluppo: le priorità del sindacato

10 dicembre 2018

“Per far fronte al rallentamento dell’economia e per ridisegnare il futuro del Paese serve una manovra che sia capace di ricomporre e  rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro. Sviluppo e lavoro sono due chiavi essenziali,  ma purtroppo non si prevedono risposte sufficienti a contrastare le  disuguaglianze sociali e territoriali, la disoccupazione, in  particolare giovanile e femminile, a recuperare gli investimenti  perduti. È quanto ribadiremo lunedì prossimo al presidente del  Consiglio Giuseppe Conte”.

Così la Cgil Nazionale in vista dell’incontro a Palazzo Chigi, tra i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso,  Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo e il capo del governo.

Nell’occasione le tre Confederazioni presenteranno le loro proposte contenute nella piattaforma unitaria approvata dagli esecutivi il 22 ottobre scorso, e discussa poi con delegati, lavoratori e pensionati  attraverso attivi unitari in tutti i territori e assemblee nei luoghi  di lavoro.

Cgil, Cisl e Uil puntano su sviluppo, crescita e occupazione. “Programmare un graduale incremento  degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil per infrastrutture  sociali e grandi opere pubbliche (salute, istruzione e assistenza), e  infrastrutture energetiche, digitali e materiali; favorire una  governance pubblica delle politiche di sviluppo industriale; rafforzare la contrattazione collettiva e incrementare salari e stipendi”.

Su fronte di ammortizzatori sociali e politiche attive, si chiede di “prolungare la durata massima della cassa integrazione straordinaria oltre i 24 mesi nel  quinquennio; allargare e sostenere il ricorso al contratto di  solidarietà; rafforzare la Naspi abolendo la riduzione progressiva del 3% e potenziandone la copertura per i lavoratori stagionali;  rafforzare il sistema Anpal e avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare i sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità”.

Per la riforma fiscale e lotta all’evasione fiscale si punta ad “aumentare significativamente le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro  dipendente e da pensione; per contrastare l’evasione rendere  tracciabili tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a mille euro il limite per i pagamento in  contanti; trasmettere automaticamente la fattura elettronica e tutte  le transazioni”.

Un capitolo a parte è dedicato al Mezzogiorno. “Investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture  materiali con il completamento e la programmazione strategica delle  grandi opere, prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del  territorio e degli edifici, e definizione di un piano per la  infrastrutturazione energetica e digitale; investimenti per  l’infrastrutturazione sociale, in particolar modo su sanità, servizi  sociali e istruzione; attribuzione delle risorse ordinarie in base alla percentuale della popolazione; lotta al lavoro irregolare e forte  azione di contrasto alla criminalità”.

Previdenza e Welfare. “Stabilire la flessibilità in uscita a 62 anni;  realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; tutelare le categorie che rientrano nell’Ape sociale; riconoscere pienamente il lavoro di cura ai fini pensionistici; risolvere i problemi degli esodati e dare risposte concrete a chi svolge lavori  gravosi e usuranti”.

Politiche sociali. “Incrementare le risorse; definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi  esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore”.

Povertà. “Non disperdere l’esperienza del Reddito di inclusione, anche potenziando i Servizi sociali ed educativi per l’inclusione”.

Sanità. “Aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale ed eliminare i super ticket; fare un piano straordinario di assunzioni”.

Istruzione e conoscenza. “Stanziare risorse per il rinnovo dei contratti e definire un piano di assunzioni; migliorare la qualità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro e valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3 anni e garantire il sistema integrato 0-6”.

Pubblica amministrazione. “Rinnovare tutti i contratti del pubblico impiego per il triennio 2019/2021, a partire dalla stabilizzazione dell’elemento perequativo; prevedere un piano straordinario di assunzioni oltre il turn-over, attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività”.