Mezza Avellino a letto con la Gastroenterite: ecco cosa fare.

Mezza Avellino a letto con la Gastroenterite: ecco cosa fare.

11 giugno 2015

Non accenna a terminare il fenomeno della gastroenterite che sta dando non pochi fastidi a tanti avellinesi costretti a fare i conti con diarrea, vomito, spossatezza e conseguente disidratazione e inappetenza. Dieta, fermenti, sali minerali e se occorre il medico: questa la strategia contro la gastroenterite

La causa del malessere che sta mettendo k.o. tanti avellinesi costretti a fare i conti con una fastidiosa gastroenterite si chiama “rotavirus”, di solito molto frequente nei mesi invernali e quest’anno, forse prolungato dalle temperature non particolarmente rigide di una stagione che ha somigliato più a un lungo autunno che ad un vero inverno.

Maria Majorana

La dott.ssa Maria Majorana

“Durante il periodo invernale – dice la pediatra Maria Majorana, dell’Osp. Fatebenefratelli di Benevento – abbiamo assistito all’aumento esponenziale dei casi di infezione da rotavirus, con ricoveri in ospedale direi più che raddoppiati. Il vaccino, che pure esiste, è abbastanza costoso ma soprattutto non assicura una copertura definitiva; è consigliabile perciò tenere sotto controllo i sintomi, reidratare il bambino con i prodotti in commercio, a bassissime dosi ma recarsi in ospedale se il bambino è molto piccolo o lattante, se i sintomi perdurano o se, a causa del vomito, non si riesce a reidratare il piccolo per bocca e bisogna ricorrere ad una flebo. In generale, in 6/8 ore il piccino si riprende e può tornare a casa, il vomito è stato bloccato e si può reidratare per bocca”.

Dottor Massimiliano Fontana

Dottor Massimiliano Fontana

E’ molto facile il contagio da rotavirus perchè si propaga per via oro-fecale; basta perciò frequentare luoghi pubblici (asili, bagni comuni, etc) o, magari, non lavarsi immediatamente le mani dopo aver cambiato il pannolino al bambino ammalato, per entrare in contatto con il virus.

Può essere presente anche la febbre, dolori addominali e inappetenza che può durare anche per diversi giorni dopo la fase acuta.

“E’ consigliabile fare attenzione all’alimentazione – suggerisce il primario della Medicina Generale della Casa di Cura Santa Rita di Atripalda dott. Massimiliano Fontana – privilegiando cibi leggeri, freschi, poco elaborati ed eliminando tutto ciò che è molto grasso o pesante come salumi, insaccati, fritture, carni cucinate con condimenti elaborati. Usare fermenti lattici non potrà che far bene alla nostra flora batterica intestinale, messa a dura prova dalla diarrea. Frutta e verdura aiuteranno a reintrodurre i sali minerali e le vitamine perse con la diarrea e il vomito; si raccomanda di non trascurare queste patologie che non sono di per sé gravi ma che in certi soggetti più delicati, come gli anziani per esempio, possono creare dei disagi e degli scompensi. L’atteggiamento equilibrato e il consiglio del medico sapranno aiutare tutti, adulti e bambini, a superare quest’infezione, è infatti necessario poter escludere cause organiche diverse e più serie dalla banale infezione, questa però è una valutazione che può fare solo l’internista o il gastroenterologo”.