Messa a disposizione: 57mila insegnanti assunti ma si cercano ancora supplenti

Messa a disposizione: 57mila insegnanti assunti ma si cercano ancora supplenti

13 settembre 2018

Saranno 57mila i nuovi prof che varcheranno le aule scolastiche quest’anno, eppure, nonostante tutte queste assunzioni, non tutti i posti saranno coperti, in particolare i posti di sostegno.

Delle oltre 57mila nuove assunzioni, circa 44mila saranno destinate a coprire le cattedre ordinarie, 13 mila o poco più, invece, sono quelli destinati a coprire ruoli di sostegno.

È proprio l’insegnamento per i ragazzi con difficoltà a destare le maggiori preoccupazioni. Gli insegnanti destinati a ricoprire questi ruoli, infatti, non sono abbastanza. A rischiare di rimanere scoperti sono anche gli uffici di presidenza e i ruoli di direttore amministrativo.

AAA supplenti cercasi

Resta spazio, quindi, anche in questo nuovo anno scolastico 2018/2019, per i supplenti, che possono inviare la propria candidatura tramite la messa a disposizione.

Molte classi di concorso non riusciranno a trovare una copertura nemmeno con questa nuova infornata di assunzioni. È il caso, ad esempio, dei docenti di lingua spagnola e di quelli di matematica.

Le nuove assunzioni a scuola

Le nuove assunzioni a scuola salgono a oltre 70.000 posizioni e non riguardano solo docenti. Verranno assunti anche quasi diecimila ausiliari e tecnici amministrativi. Sono, invece, 212 i posti per i dirigenti scolastici che poche settimane fa hanno affrontato il concorso per la definizione delle nuove posizioni.

Numeri così importanti, legati alle assunzioni nel mondo della scuola, non si vedevano dal 2015.

In una recente intervista a Il Messaggero, Marcello Pacifico, Presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti scolastici (Anief), ha dichiarato: “A cominciare dal sostegno, i posti sono molti di più dei 13mila che si andranno a coprire, sono almeno il triplo visto che le deroghe superano quota 40 mila. Con pesanti conseguenze non solo per i docenti ma anche per gli studenti: viene a saltare infatti ogni anno la continuità didattica a discapito di quei ragazzi che più di altri ne hanno bisogno”.

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