Mercogliano – Valente: “Mensa, vicenda sconcertante”

24 luglio 2014

Da Modestino Valente, esponente di Sel a Mercogliano riceviamo e pubblichiamo: “La questione della mensa scolastica a Mercogliano è semplicemente sconcertante. I genitori della scuola G. Dorso, con una lettera aperta indirizzata alla giunta Carullo, pongono ancora una volta l’attenzione sulla qualità di questo servizio scolastico. La risposta da parte dell’assessore all’istruzione L. Sbrescia, nonché docente, è stata: “c’è grande attenzione al servizio di refezione sia in termini di qualità che di prezzo contenuto”. Traduzione: i problemi sollevati dai genitori sono inesistenti. E’ difficile dire se questa affermazione fa parte dell’incoscienza o della inconsistenza amministrativa della giunta Carullo. Chi ha qualche dimestichezza con le problematiche dell’educazione scolastica dovrebbe sapere che la mensa scolastica ha un valore educativo, oltreché nutrizionale. Una corretta nutrizione e l’educazione alimentare sono due momenti inscindibili della formazione. L’alimentazione a scuola infatti, rappresenta un mezzo per acquisire modelli culturali e comportamentali che influenzeranno le scelte dei bambini oltre che a favorire il cambiamento di condotte alimentari eventualmente non corrette. Quindi non si tratta di propinare in un modo o nell’altro un pasto soltanto per riempire lo stomaco ai bambini. Se non si comprende questo, come appare di fatto non compreso dagli amministratori di Mercogliano, allora la mensa scolastica diventa solo un servizio qualunque da offrire ad un costo quanto più basso possibile, invischiandosene sia della qualità che di tutti gli aspetti pedagogici che “il pranzo a scuola” ha con se. Lo stare insieme a tavola, a scuola, significa non solo condividere il cibo ma utilizzarlo come occasione di socializzazione e confronto, e stabilire valori relazionali importanti fra i piccoli. Da più parti è stato già chiesto l’annullamento del bando per la refezione scolastica, in quanto per contenuti e modalità non corrisponde affatto alla definizione di un servizio di qualità per vari aspetti. Noi condividiamo pienamente tale richiesta. Non si può declassare una questione così importante ad un atto burocratico, seppur corretto, di un bando pubblico che non garantisce affatto la qualità del pasto, sia per la scelta delle materie prime, la loro provenienza, la preparazione, che per il trasporto e la somministrazione. Pertanto si passi immediatamente alla realizzazione di un centro di cottura interno alle scuole che preveda altro tipo di affidamento gestionale, come è anche scritto nel bando di gara. Nel frattempo l’amministrazione comunale, il corpo docente e i genitori del Dorso, si incontrino per predisporre un progetto per un servizio mensa appropriato, che tenga conto non solo della qualità del servizio, della validità nutrizionale del pasto, ma anche del valore educativo del “momento mensa” e non ultimo del rispetto della cultura alimentare locale. Solo così il servizio mensa diventa una cosa utile ai bambini”.